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Fabio, studente da record e “migliore oratore”: «Il mio grande amore per lo studio vorrei trasmetterlo gratis agli altri giovani»

di Paolo Ardovino
Fabio, studente da record e “migliore oratore”: «Il mio grande amore per lo studio vorrei trasmetterlo gratis agli altri giovani»

Sassarese, 24 anni, laurea in Giurisprudenza con un anno di anticipo, premiato in tribunale: «Sono pronto a dare ripetizioni»

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Nel corso di una simulazione processuale al tribunale di Sassari ha lasciato tutti a bocca aperta ed è stato eletto «miglior oratore». Nel frattempo si è laureato con un anno di anticipo, con 110 e lode, portando all’attenzione della commissione una snella tesi di 400 pagine, e nel suo percorso accademico ha rivestito le cariche di rappresentante degli studenti in consiglio di dipartimento per due mandati, è stato membro della commissione paritetica, commissario della commissione scientifica della biblioteca Pigliaru, tutor per gli studenti di diritto privato.

«Amo studiare, non so fare nient’altro», sorride Fabio Carta, 24 anni. La fa facile il giovane sassarese, la verità è che sfiora il guinness dei primati. Star di Giurisprudenza, fresco di corona d’alloro, adesso dice di voler continuare a studiare e nel frattempo dare ripetizioni a chi è ancora a caccia di una laurea. Sia chiaro: «Non pagate, lo faccio perché mi piace». Tra le mura dell’università di Sassari, Fabio è divenuto un personaggio noto. Un Cicerone in erba che però non aspira alle aule di tribunale quanto a quelle degli atenei. «Il mio è amore per il diritto». Diritto privato è stato «il mio esame preferito», ça va sans dire, uno dei più detestati dai comuni mortali. È la storia di Fabio Carta, che si presenta impeccabile, giacca, camicia e cravatta, ventiquattr’ore in mano, fare adulto tradito da modi candidi che sanno estremamente di ragazzo.

Si imbarazza a essere descritto come un fenomeno, ma dice che la sua esperienza può ispirare altri giovani: «Il segreto sta nel tempo, non nel modo. Io studio tutti i giorni, ma massimo sei ore», come se fossero poche.

«Molte persone utilizzano Giurisprudenza come campo di atterraggio, è ad accesso libero. Purtroppo per molti è un piano B oppure si avvicinano con l’idea romantica del diritto, frutto dell’immagine dell’avvocato da film che però non esiste né a Sassari né a Manhattan, chiariamo». In facoltà si è fatto voler bene da tutti per questa propensione allo studio, che più che matto e disperatissimo qui è amato e serenissimo, che lo ha portato a dare ripetizioni gratuitamente e a diventare un punto di riferimento per le matricole. La tesi in diritto civile e bancario presentata un anno in anticipo, con il professore Luigi Nonne, «a lui devo molto, ha creduto nel mio impegno in diritto privato». Inizialmente di 400 pagine, ha dovuto cambiare carattere e grafica per ridurla a 260 pagine, più accettabili anche per le copisterie. E adesso? «Spero esca a breve un bando di ricerca», ma la cosa più bella è che anche un fuoriclasse come lui ha l’umana incertezza della gioventù: «Cosa fare da grande? Non lo so ancora, per il momento voglio fare quello che mi riesce meglio: studiare».

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