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Il Tavolara è in autogestione

Dario Budroni
Palumbo circondato dai difensori del Tavolara
Palumbo circondato dai difensori del Tavolara

Pitta annuncia il ritiro della squadra, i giocatori restano in campo

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 OLBIA. Il patron del Tavolara, Giovanni Antonio Pitta, non cambia idea. L'intenzione di ritirare la squadra dal campionato di Eccellenza, più volte minacciata in passato, è tornata alla ribalta durante il derby contro l'Olbia. Una gara persa in maniera nettissima. Questa volta però il presidente della squadra olbiese sembra intenzionato ad andare avanti nonostante la decisa contrarietà dei giocatori in maglia verde e della tifoseria locale.  A scatenare l'ennesima infuriata del patron del Tavolara è stata la decisione dell'arbitro che, domenica scorsa, ha espulso Soave al 30' del primo tempo per un fallo da ultimo uomo su Siazzu. Il direttore di gara, che qualche minuto prima aveva già ammonito il difensore, ha estratto il cartellino rosso senza alcuna esitazione. Una decisione eccessiva per Pitta che, durante l'intervallo, ha chiesto alla squadra di non tornare in campo per disputare il secondo tempo, senza riuscire, però, a convincere i giocatori.  Martedì pomeriggio, invece, durante il consueto allenamento pomeridiano, Giovanni Antonio Pitta si è recato sul campo di gioco interrompendo la seduta di lavoro. «Il presidente ci ha chiesto di non allenarci perché voleva parlare con tutti noi - racconta il mister del Tavolara, Tomaso Tatti -. Ha ribadito la sua intenzione di ritirare la squadra dal campionato. Noi stiamo cercando di farlo ragionare e di convincerlo a cambiare idea, ma lui sembra intenzionato ad andare avanti. Ci ha detto, comunque, che continuerà a pagarci sino alla fine della stagione. La decisione finale, in ogni modo, spetta soltanto a lui».  Allenatore e giocatori, dunque, scelgono di non sostenere Pitta in questa sua estrema e ardua battaglia. Quella di ritirare la squadra del campionato, per loro, sarebbe una scelta assolutamente sbagliata. Ma pur non condividendo il proposito del proprietario della società, mister Tomaso Tatti dichiara di comprendere l'amarezza e la delusione del presidente. «Lui sbaglia perché vuole ritirare la squadra - continua il tecnico -. Però sono accadute alcune cose che ci portano a pensare che, nei nostri confronti, ci sia un po' di malafede. Su 22 partite disputate, in almeno 10 siamo stati fortemente penalizzati dalle decisioni arbitrali. Queste sono cose che fanno male al calcio. Sono da vent'anni nel mondo del pallone, ma ciò che sta succedendo quest'anno non l'ho mai visto. Abbiamo assistito a troppi casi che ci fanno pensare che ci sia dell'altro dietro a tutto questo. Non può essere solo un caso».  Ieri pomeriggio, comunque, mister Tatti è tornato ad allenare i suoi giocatori, nonostante il parere contrario di Pitta. «Abbiamo scelto di allenarci comunque, soprattutto per mantenere la forma fisica della squadra con la speranza di un ripensamento da parte del presidente».

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