Su il cappello, signore il Meeting di Chilivani ha una gara in più

Tre corse internazionali chiudono la riunione di galoppo Indetto un concorso per il copricapo femminile più elegante

OZIERI. Con il Meeting Internazionale sabato all'ippodromo di Chilivani la società di gestione mette... il cappello (è davvero il caso di dire) su una simpatica iniziativa promozionale che mira ad aumentare l’interesse per l’ippica. È in programma la riunione primaverile di galoppo, sinora molto positiva sia dal punto di vista tecnico-spettacolare che per la partecipazione del pubblico e il gradimento del campo dei partenti per le scommesse a livello nazionale. Previste tre corse internazionali, superstiti del Meeting dell'anglo arabo e dell'arabo che, in passato, annoverava addirittura sei corse aperte alla partecipazione straniera, compresa una in siepi.

Ebbene, per l’occasione la società di gestione ha indetto un concorso per il miglior “cappellino” da sfoggiare all'ippodromo in occasione delle gare in programma sabato. Le signore e signorine appassionate di ippica sono invitate a vestirsi un po’ eleganti e a corredare le loro mise con dei cappelli più o meno appariscenti, per intendersi sull'esempio degli ippodromi inglesi e parigini, ma anche delle Capannelle nel giorno del Derby, per dare un tocco di eleganza e di mondanità. Elemento, quest’ultimo, che a Chilivani manca almeno dagli anni Cinquanta, sicuramente dai mitici anni Venti e Trenta, quando il cappello era di prammatica e faceva parte della scenografia di ogni gara che si rispettasse. La sfida è lanciata, ora tocca alle appassionate di ippica raccoglierla.

Riguardo alla gara vera e propria, il Meeting internazionale è una competizione che nacque nel 1987 con l’idea di realizzare una sorta di “match di ritorno” della sfida svoltasi a Longchamp nel settembre del 1986. Grazie a questi confronti l'allevamento sardo raggiunse ottimi livelli che gli consentirono di affrontare ad armi pari i puledri francesi e di batterli anche in Francia. Non sempre infatti i più quotati soggetti transalpini hanno vinto ed è successo che più di uno, sconfitto a Chilivani, è poi diventato uno “chef de race” cioé stallone razzatore (vedi Zeffir, Dan Music e Djanor).

Da diversi anni non c'è più partecipazione straniera (a causa dell'esiguità dei montepremi che in Francia si trovano dietro l'angolo) e nel frattempo la loro qualità è ulteriormente cresciuta con l'introduzione dei limiti di percentuale al 12,50 per cento per i fondo inglese e al 37,50 per cento per il fondo arabo. Vintinoe, l'ultimo miglior soggetto isolano, dominatore della stagione, che ha partecipato al Prix du Ministere a Tarbes, dove non si è neanche piazzato... Difficile riuscire a far risalire il livello dei sauri sardi senza scelte del libro genealogico e la ripresa dei confronti che si potrebbero ricostituire almeno con la vicina Corsica.

Dal punto di vista dell'operatività della società di corse c'è da evidenziare il buon andamento della promozione a favore dei giovani aspiranti fantini. La collaborazione con l'Afasec, la scuola francese di formazione, sta andando avanti e proprio in questi giorni sono in distribuzione i dossier a ciascuno degli aspiranti. Sono ben sedici i giovani che hanno aderito, tra cui ben quattro ragazze e due non sardi. Provengono un po’ da tutte le zone dell'isola e appaiono tutti molto entusiasti e motivati nell'intraprendere un percorso che, sicuramente, darà loro delle soddisfazioni.



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