«Ho girato il mondo ora è il momento di tornare a casa»

Il fantino di Sindia Nino Murru ha vinto premi in tutta Europa Il prossimo appuntamento a Chilivani per il Derby sardo

NUORO. A 35 anni, nel pieno della maturità agonistica, conserva lo stesso entusiasmo contagioso di quando, poco più che adolescente, si era classificato al primo posto, a pari merito con l'amico dorgalese Fabio Branca, nel corso per allievi fantini di Pisa. Da allora Nino Murru ha ottenuto centinaia di vittorie in diverse parti del mondo ma ancora ricorda divertito di quando a Sindia montava Pippiolu e partecipava a processioni ed ardie, assecondando la grande passione trasmessagli dagli zii materni, dal fratello e dai cugini più grandi. E, poi, gli esordi contrassegnati da successi in serie che gli hanno consentito di bruciare le tappe e di acquisire, in pochi mesi, lo status di fantino professionista.

«Devo ringraziare la scuderia Gasparini di Pisa e la famiglia Bacci che mi ha accolto come un figlio». Nulla è arrivato per caso: «Mi alzo ogni giorno prima dell'alba e lavoro per ore con quattro o cinque cavalli diversi seguendo le direttive dell’allenatore. È fondamentale conoscere alla perfezione gli animali che monti, entrare in simbiosi con loro. C’è sempre da imparare, non bisogna fermarsi mai, né commettere l’errore di pensare di essere arrivati. È essenziale conservare un’adeguata preparazione fisica e curare l'alimentazione in maniera certosina».

Nel corso della sua carriera Nino Murru ha corso, e vinto, in tutta Europa, toccando con mano l'atmosfera magica che circonda il mondo dell'ippica in realtà tradizionali, come Irlanda ed Inghilterra dove «l'ippica moderna è nata e dove rimane lo sport più popolare», ma anche in contesti forse meno noti ma non per questo meno ricchi di fascino, come quelli di Vienna e di Budapest. Alla capitale magiara il fantino sindiese è legato da uno dei ricordi più belli in assoluto, la vittoria del Derby ungherese che l'ha elevato al ruolo di vera e propria star. «Una cosa incredibile. Ancora oggi, a distanza di qualche anno, mi chiamano televisioni e giornali». E non può non rammentare i periodi trascorsi negli Stati Uniti e negli Emirati Arabi «con ippodromi bellissimi e strapieni di pubblico». E la curiosità di conoscere la storia e le consuetudini dei luoghi: «Ho sempre cercato di approfondire questi aspetti, mi piacciono e mi arricchiscono sotto il profilo umano». Tre anni fa, dopo un brutto incidente in allenamento che l'ha costretto a una prolungata inattività, la decisione di rientrare in Sardegna e di mettere la sua ventennale esperienza a disposizione di due scuderie, quelle di Piero Cossu per gli anglo arabi, e di Domenico Manca per i purosangue inglesi. «Sono estremamente soddisfatto della scelta, nonostante l'ippica sarda continui a pagare il pesante gap dell''insularità. Ma devo aggiungere che qualche segnale positivo si vede. È importante che si sfati definitivamente l'immagine di un mondo singolare, incline ad imbrogli ed accomodamenti».

Cosa consiglierebbe Murru a un giovane sardo desideroso di intraprendere la carriera di fantino? «Gli consiglierei di seguire innanzitutto una bella scuola di equitazione, cosa che a me è mancata, e di andare, poi, all'estero, in Inghilterra, Francia o Germania».

Pur alle prese con qualche piccolo acciacco fisico, Nino Murru è, al momento, il plurivincitore della stagione ippica in Sardegna e, forte del primato, intende far valere le sue doti nell'appuntamento clou del Derby sardo, in programma a Chilivani il 14 settembre. «A 35 anni – sorride – sono ormai un vecchietto ma non per questo ho intenzione di cedere facilmente il passo agli amici colleghi». C'è da scommetterci, chi vorrà superarlo sulla linea dei traguardi dovrà fare i conti con lui ancora per molto tempo.

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