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«Mi taglio lo stipendio per aiutare chi lavora nel mondo del calcio»

di Paolo Muggianu
«Mi taglio lo stipendio per aiutare chi lavora nel mondo del calcio»

Il gesto di Riccardo Idda, algherese, difensore del Cosenza «Mi auguro di tornare presto in campo, ma non sarà facile»

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OLBIA. Aiutare chi lavora nel mondo del calcio. Per questo Riccardo Idda, 31 anni, algherese, difensore del Cosenza, nella serie B, ha deciso di tagliarsi una parte del suo stipendio da professionista, per donarlo a quelle categorie invisibili che ruotano nel mondo del calcio, dai magazzinieri ai semplici collaboratori, i più in difficoltà in questo momento. «Il calcio sta affrontando un momento molto difficile ed è giusto che ognuno faccia la propria parte. Anche noi giocatori, a patto che tutto ciò serva a garantire la vita del club e ad assicurare la tranquillità dei collaboratori, dei magazzinieri e, in generale, di tutti quelli che operano ogni giorno per la squadra. Ne ho parlato anche con gli altri giocatori e siamo tutti d’accordo».

In attesa di una eventuale ripresa del campionato di serie B, come vi allenate?

«Ogni giorno, tramite skipe, svolgo un allenamento condiviso con gli altri componenti della squadra, sotto la visione dello staff tecnico. L’allenamento dura circa un’ora, ma quello che manca è sicuramente il campo. In questo momento non ce lo possiamo permettere, perché le urgenze sono altre e il calcio passa in secondo piano. Al momento attuale è difficile prevedere una ripresa dei campionati, ma noi siamo professionisti e restiamo in attesa di comunicazioni da parte degli organi competenti».

Quarantena a Cosenza, quando rientrerà in Sardegna?

«Non torno a casa, ad Alghero, dalle festività di fine anno, ma mi sento con la mia famiglia ogni giorno e mi tengo informato sull’evolversi della pandemia tramite le notizie sui siti e sui giornali online. Difficilmente rientro in Sardegna per due-tre giorni, ma adesso sono già quasi cinque mesi che sono qui a Cosenza in attesa di tornare alla normalità, perché non è bella questa città vederla desolatamente vuota. Mi dispiace per quanto sta succedendo, mi auguro che tutto torni alla normalità nel più breve tempo possibile e che il calcio possa ripartire. Non vedo l’ora».



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