Tra cadute e il freno covid la prima gialla è di Kristoff

Il Tour è partito da Nizza, la pioggia ha obbligato il gruppo alla massima cautela Aru non ha rischiato per poi festeggiare il successo del suo compagno di club

ROMA. Mentre anche la Francia conta un nuovo aumento di casi di coronavirus con il presidente francese Emmanuel Macron che non esclude un ritorno al lockdown a fronte di 7.379 nuove infezioni nelle ultime 24 ore, il Tour de France numero 107, ha preso il via da Nizza.

Un'edizione anomala questa, condizionata dalla pandemia, che ha costretto a far slittare di due mesi la Grande Boucle, tra rigidi controlli e protocolli (in caso di due positivi nella stessa squadra, l'intero team sarà escluso dalla competizione) e l'incognita sul effettivo svolgimento.

L'uomo da battere è il colombiano Egan Bernal, che cerca il bis dopo la vittoria dello scorso anno. La prima frazione però si apre nel segno del norvegese Alexander Kristoff che vince la volata di Nizza e conquista la prima maglia gialla. Per il corridore della Uae Emirates, guidata da Tadej Pogacar e Fabio Aru (all’arrivo con il gruppo), è la quarta vittoria di tappa al Tour.

Kristoff ha battuto il campione del mondo Mads Pedersen e l'olandese Cees Bol con Viviani al sesto posto e Giacomo Nizzolo al settimo. E la festa in casa Uae emirates è stata doppia, perché sempre ieri Valerio Conti si è aggiudicato la 73/a edizione del Trofeo Matteotti, precedendo Diego Rubio Hernai della Burgos Bh e Daniel Savini della Bardiani.

Piove su Nizza praticamente lungo tutti i 156 chilometri della tappa, partita alle 14.20, e il manto stradale è una saponetta. E non mancano cadute e scivoloni, fortunatamente senza gravi conseguenze. Ma il pericolo è dietro l'angolo e allora a 55 km dalla conclusone il gruppo - guidato dalla Jumbo Visma, con Tony Martin, gregario di Roglic che si mette davanti al gruppo con le mani alzate per rallentare l'andatura e non rischiare nulla in discesa, e poi dello stesso Roglic che va a parlare con un corridore dell'Astana per invitarli ad andar piano - ha deciso di «autoneutralizzare» la corsa, riprendendo a fare sul serio ad una ventina di chilometri dal traguardo, quando erano ormai superate tutte le discese e la pioggia aveva smesso di cadere. A terra, tra i tanti Sivakov della Ineos, Bennett della Jumbo, Lopez della Astana (finito dopo una discesa contro un cartello stradale), Ewan della Lotto Soudal, Cosnefroy della AG2r. Giù pure Alaphilippe, che cambia bici. E anche Domenico Pozzovivo e anche George Bennett. Tra gli ultimi a cadere anche Thibaut Pinot, finito a terra a meno di tre chilometri dalla conclusione, quando i tempi erano già stati neutralizzati.

Oggi la seconda frazione, sempre a Nizza, con le prime asperità e il mitico Col de Turini. Il Tour entra nel vivo, per il resto si naviga a vista.

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