«Questa Dinamo fa già gruppo, vi divertiremo»

Jack Devecchi e la nuova serie A di basket «Ripartiamo dal secondo posto pre-covid»

SASSARI. Si riparte, riparte il basket, riparte la Dinamo. Il 3 a Olbia contro Roma il primo impegno in Supercoppa. Poi ci pensi e c’è sempre lui, Jack Devecchi, il capitano.

Quindicesimo anno di fila, la Dinamo gira intorno a lei.

«Non esageriamo... C’è la Dinamo e c’è tanta voglia di tornare in campo, vogliamo completare un lavoro lasciato a metà nell’ultima stagione, interrotta per la pandemia. Eravamo secondi, potevamo giocarcela con tutti e lo abbiamo dimostrato. Poi, nei playoff abbiamo sempre detto la nostra. Così, c’è rimasto l’amaro in bocca ma anche più voglia di ricominciare».

Vacanze strane, quest’anno.

«Se vogliamo chiamarle vacanze... Sono state un po’ forzate ma guardo al lato positivo: sono riuscito a godermi più a lungo la famiglia».

Che Dinamo ha trovato dopo la sosta?

«Per fortuna la solita Dinamo, con il solito entusiasmo e il Poz che riesce da subito a trovare la giusta sintonia».

Il coach è cresciuto.

«Sin dalla prima stagione a Sassari ha messo in chiaro qual è la sua pallacanestro, che funziona. E lui continua. Poi, è stato bravo pian piano a imparare dai suoi errori, a essere un po' meno emotivo. Si sente ancora un giocatore e da un lato è un vantaggio, perché vive in pieno la partita, ma dall’altro a volte gli si chiude la vena... e allora lo aiutiamo noi. Lui capisce noi in campo e noi capiamo lui in panchina, Penso che questo rapporto di simbiosi fra coach e giocatori sia unico, ed è speciale».

E’ una Dinamo europea.

«Poz ha sempre avuto questa idea in testa. Preferisce un basket più... educato rispetto a quello più atletico, americano, e l’ha messo in atto quest'anno. È riuscito a portare a Sassari giocatori molto tecnici per il suo gioco impostato su una grande libertà per i giocatori ma anche sulla grande tecnica della scuola slava e lituana. Poi, degli americani e della loro energia c’è sempre bisogno».

Si avvicina il primo appuntamento sul campo. Pronti?

«C’è da inserire Tillman ma il gruppo è a buon punto, Lui è tranquillo e noi lo aiutiamo»

Che basket sarà?

«Di buono c’è che tutte le squadre sono nelle stesse condizioni, Era marzo, a Roma senza tifosi, poi a Burgos... Non è bello ma dobbiamo adattarci. L’importante è ripartire, lanciare un messaggio: lo sport va avanti, non si molla. Poi, speriamo che la situazione si tranquillizzi e di poter rivedere i tifosi al palazzetto. Fanno la differenza, soprattutto i nostri».

Eravate in ritiro a Olbia, avete fatto un salto nelle discoteche della Costa?

«No, la società e Poz sono stati bravi a tenere tutti per le briglie, con le linee guida giuste. Dispiace leggere certe notizie, la Sardegna era quasi covid free... ma noi siamo stati molto attenti. Massima responsabilità, è questo lo step che serve in questo momento Contagiarsi è un attimo e tutti teniamo famiglia».

Che sensazioni dal torneo di Cagliari?

«Siamo molto contenti. Arrivavamo da tre mesi di stop, da un mese di ritiro, ci siamo allenati solo fra noi, qualche acciacco... Con Milano è andata molto bene, si è vista subito la pallacanestro che vuole Poz. Poi, quest'anno la chicca è che tutti sono dei grandi passatori e ci piace giocare insieme. Abbiamo tante soluzioni d’attacco. Ci divertiamo a giocare, e vi divertiremo».

Le favorite?

«Se ragioniamo per budget Milano è la strafavorita ma poi parla sempre il campo. Negli utimi anni noi abbiamo sempre avuto il ruolo di ammazzagrandi e ce lo teniamo volentieri. Con umiltà e voglia di vincere ci toglieremo delle soddisfazioni. Poi, vedo bene Venezia, la Virtus Bologna, la Fortitudo di Meo. Anche Cremona ha un bel gruppo. Sarà un campionato interessante».

E alla Dinamo intanto è arrivata la sorellina, con la A1 femminile.

«Bello, mi piace il progetto della società, con più sport, ed è un bel messaggio in un momento di difficoltà. In A1, poi. Non sarà facile ma molte ragazze si conoscono già, partono col piede giuste e spero che i tifosi possano aiutarle».

Cosa vuol fare da grande?

«La pallacanestro è sempre nei miei pensieri, fin che riesco a tenere botta in allenamento e in partita non mollo, poi mi piacerebbe rimanere nel mondo Dinamo, occupandomi di qualcosa a livello societario. Ma mi sa che dovrete sopportarmi ancora per un po’ in campo».

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