Salvatore Fresi ci crede: «Il Cagliari contro l’Inter giocherà in dodici»

Salvatore Fresi, 49 anni

L'ex nerazzurro vive a Salerno e tifa anche rossoblù: «La squadra di Barella sarà stanca e appagata, si può fare»

CAGLIARI. Una Coppa Uefa con l’Inter, uno scudetto con la Juventus, ma il cuore diviso a metà fra Salernitana, dove ha vissuto gran parte della carriera, e il Cagliari, la squadra della sua terra. Salvatore Fresi, 49 anni, spera l’impossibile, e cioè che le due squadre si salvino. «Ma credo che una finirà giù dalla torre – spiega l’ex calciatore gallurese che vive e lavora proprio a Salerno –. Con un lieve vantaggio per la squadra di Nicola, dovuto a quel preziosissimo punto in più in classifica e un calendario che mi sembra leggermente migliore rispetto a quella che aspetta i rossoblù».

Fresi è sorpreso dalla piega negativa che ha preso il campionato del Cagliari. «Non riesco a spiegarmi il motivo per cui sia in lotta per non retrocedere – dice –. L’organico mi dice che dovrebbe stare fra le prime dieci della serie A, ma nel calcio può succedere di tutto ed evidentemente al Cagliari sono accadute tante cose negative che non sappiamo».

Il primo ostacolo che devono affrontare i giocatori allenati da Agostini, che ha rilevato una settimana fa Mazzarri, è di quelli ardui, l’Inter. «Una partita davvero molto complicata – ammette –, ma per entrambe le squadre, sia chiaro. Perché se è vero che l’organico dei nerazzurri è nettamente superiore, occorre anche sottolineare che dover vincere una partita a tutti i costi, non semplifica certo la situazione».

In effetti anche il Cagliari è costretto ugualmente a dover cercare di prendere i tre punti. «Sì, è vero, ma i rossoblù hanno qualche vantaggio – spiega Salvatore Fresi –. Intanto il fattore campo, con un pubblico che sarà per la stragrande maggioranza a favore del Cagliari. Poi aggiungiamoci il gran caldo e, ancora, la stanchezza accumulata dall’Inter nella finale di Coppa Italia contro la Juventus protrattasi sino ai tempi supplementari. E poi scatterà sicuramente un senso di appagamento in alcuni giocatori nerazzurri, una cosa anche inconscia: vabbè, abbiamo vinto la Coppa Italia, se non raggiungiamo lo scudetto comunque qualcosa ce la siamo portata a casa».

Nella corsa alla salvezza, però, non sono coinvolte soltanto Cagliari e Salernitana. «Beh, il Venezia sembra andato – sottolinea l’ex difensore cresciuto ad Arzachena –, mentre anche il Genoa ha qualche piccola chance. E poi nel polverone potrebbero finire anche lo Spezia e soprattutto la Sampdoria che deve affrontare probabilmente il calendario più difficile. Detto tutto questo, tornando al Cagliari, non si può prescindere dal fatto che i rossoblù debbano vincere a tutti i costi contro l’Inter perché altrimenti, anche con un pareggio le cose si farebbero molto difficili. Sono convinto che la Salernitana non andrà al di là del pari a Empoli, campo difficile, ma poi in casa vincerà sicuramente contro il Bologna».

Dunque Fresi, da buon sardo ha sempre un occhio di riguardo per il Cagliari. «Chi nasce nell’isola non può non guardare con affetto alla squadra che è stata di Gigi Riva e che rappresenta un simbolo per tutti noi».

Ma da giocatore non c’è stata praticamente mai la possibilità di un trasferimento in rossoblù. «Ho vissuto una carriera incasinata – dice ridendo Fresi –, ma mi sono tolto delle belle soddisfazioni. Certo, mi sarebbe piaciuto tanto giocare anche a Cagliari, ma c’è stato giusto un abboccamento una volta con Cellino, che mi disse che voleva prendermi insieme a Branca. Poi non se ne fece nulla».

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