Edina Altara e il cassettone dei record

Il cassettone dipinto da Edina Altara per Gio Ponti

Il mobile disegnato da Gio Ponti e decorato dalla pittrice sassarese battuto a Londra per 391mila euro

LONDRA. Nell'arco della vita di un artista c'è un momento, a volte breve, in cui la spinta creativa raggiunge i livelli più alti. Quando questo momento magico avviene durante la collaborazione con altri artisti, e tutti raggiungono l'apice nello stesso momento, il risultato è qualcosa di straordinario. È più o meno quello che è successo nel 1951 a Milano, quando il celebre architetto Gio Ponti fu chiamato dai coniugi Lucano a decorare e arredare il loro appartamento. Ponti, per questo progetto, chiamò a raccolta i più grandi artisti e artigiani che da tempo collaboravano con lui per gli arredi di transatlantici, negozi e abitazioni: Edina Altara (Sassari 1898 - Lanusei 1983), Pietro Fornasetti, Giordano Chiesa, Fausto Melotti, Richard Ginori e Gabbianelli. Nacque così la Casa di Fantasia, da tanti ritenuto uno dei lavori più belli e riusciti di Gio Ponti. Una pietra miliare nella storia del design italiano che, a distanza di quasi 70 anni, ha fatto di nuovo parlare di sé grazie a quella che è stata ribattezzata l'asta dei record.

Sulla destra la porta a specchio dipinta da Edina Altara per Gio Ponti


Gli arredi della casa Lucano, il 21 marzo scorso, sono stati battuti all'asta a Londra, grazie a una collaborazione delle case Cambi (di Genova) e Phillips. I 30 lotti sono stati tutti venduti a prezzi ben più alti delle stime, totalizzando 2 milioni e 280mila euro. Un mobile disegnato da Ponti e decorato con specchi dipinti da Edina Altara ha registrato il record mondiale per un pezzo dell'architetto milanese: 391.500 euro (inclusi i diritti d'asta). Se si considera che il cassettone non è altro che una cornice per uno straordinario dipinto sotto cristallo della Altara, si può tranquillamente affermare che quella venduta a Londra è l'opera d'arte di un artista sardo venduta alla cifra più alta di sempre. Ufficialmente nessun lavoro di un artista isolano aveva mai raggiunto valori simili. L'altro cassettone in vendita, sempre dipinto da Edina Altara, è arrivato a 290mila euro. Mentre la porta dipinta dall'artista sarda, incastonata in un ambiente di pannelli decorati da Fornasetti, ha raggiunto la cifra di 261mila euro.

Al di là dei tanti record registrati da quest'asta, resta l'amaro in bocca per un patrimonio così importante finito nelle mani di tanti collezionisti privati. La Casa di Fantasia, se il ministero dei Beni Culturali avesse potuto fare qualcosa, magari acquistando l'intero blocco, sarebbe potuta diventare l'attrazione principale di uno straordinario museo del design italiano e dell'arte moderna. Del destino di queste opere si sa ben poco, considerando quanto sia importante per le case d'aste la privacy dei clienti. Da quel poco che ci è dato sapere, l'ambiente con i pannelli di Fornasetti e la porta di Edina Altara (nella foto a destra) è stato acquistato in Italia con una offerta via web. I due cassettoni, invece, sono stati acquistati con offerte telefoniche, probabilmente all'estero. Amaro in bocca a parte, l'aspetto positivo è che il design italiano e le opere dell'artista sarda Edina Altara andranno in giro per il mondo, portando il suo nome in importanti collezioni private. La casa d'aste Cambi, in questo, ha fatto un lavoro eccellente, portando a Londra, una delle piazze più importanti al mondo per i collezionisti, i nomi di tanti artisti italiani.

Edina Altara fu nel corso degli anni una assidua collaboratrice di Gio Ponti. Lavorò ai decori degli ambienti di prima classe di ben cinque transatlantici: il celebre e sfortunato Andrea Doria (1951), il Conte Biancamano (1950), il Conte Grande (1949), le motonavi Oceania (1951) e Africa (1952). Nel 1950 Altara realizzò una parete di specchi per la Casa Lucano di San Remo, e i decori del negozio Dulciora di Milano. Nel 1951 lavorò per gli arredi delle case Lucano e Ceccato sempre a Milano. Nel 1951 decorò un terzo cassettone per l'appartamento dello stesso Gio Ponti, in via Dezza. Cassettone che lo stesso anno fu esposto alla Triennale con alcune stoffe dipinte per le Cotonerie Meridionali. Nel 1950 un dipinto su specchio e una porta dipinta, sempre su specchio, furono esposti nella mostra M.U.S.A., curata da Ponti, che girò tra i principali musei degli Stati Uniti, per mostrare la rinascita dell’arte italiana nel secondo dopoguerra.

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