Sardegna come me istintiva e tenace

«Sono al 51% sardo!» Dice di sé Francesco Arca, salutando nei giorni scorsi la Sardegna dopo quasi due mesi di riprese della fiction “L’isola di Pietro 3”, in cui interpreta il nuovo personaggio del...

«Sono al 51% sardo!» Dice di sé Francesco Arca, salutando nei giorni scorsi la Sardegna dopo quasi due mesi di riprese della fiction “L’isola di Pietro 3”, in cui interpreta il nuovo personaggio del vice questore aggiunto del Commissariato di Carloforte Valerio Ruggeri, trasferito da Milano. Quel 51% ereditato da papà Silvano, sardo doc, originario di Oristano, perso quando lui era ancora ragazzino a causa di un incidente sul lavoro. «Il mio sangue sardo, la caratteristica che ho ereditato da mio padre – spiega – è la testardaggine, come lui ho la testa dura e credo sia la mia dote migliore, per lo meno sul piano professionale, perché mi spinge a non arrendermi, ad affrontare le difficoltà che sono arrivate, arrivano e arriveranno».

E di strada ne ha fatta questo 39enne dal sorriso solare accentuato da un’abbronzatura che solo il sole di Sardegna sa regalare. Diventato popolare grazie alla sua partecipazione a Uomini e Donne, ma ormai definitivamente consacrato alla carriera da attore, si è guadagnato negli ultimi anni una serie di grandi successi. Il ruolo da protagonista nel film di Ferzan Özpetek al fianco di Kasia Smutniak, ha segnato la svolta decisiva nella sua carriera e solo in quest’anno sono addirittura tre le serie tv che lo vedono impegnato sulle reti televisive italiane. Nessuna pausa estiva per l’attore che oltre a L’Isola di Pietro, sarà impegnato sui set della seconda parte di La vita promessa per la regia di Ricky Tognazzi, fortunata serie uscita l’anno scorso su Rai 1, e Vite in fuga diretto dal regista Luca Ribuoli con Anna Valle e Claudio Gioè.

Nessuna vacanza quindi. «Spero di poter tornare in Spagna a gennaio, dove da ormai due anni si svolge parte della mia vita per altrettanti progetti televisivi che mi hanno costretto a recitare in spagnolo e in arabo, regalandomi un’esperienza impegnativa ma di grande crescita». Ecco riemergere la caparbietà sarda, quella che lo guida nelle sue scelte di vita.

Tornando alla Sardegna, qual è il suo legame con l’isola?

«Intenso. Qua ho i cugini, gli zii, la famiglia da parte mio padre. Sono legato a tutto il Sinis e in particolar modo a Is Arutas che è la spiaggia della mia infanzia e che continuo ad amare. Ma la Sardegna la conosco tutta: la spiaggia di Porto Pino e tutta la zona di Teulada mi fa impazzire, al nord ci sono scenari incredibili ma l’entroterra ha un fascino magico. Mi capita di frequentarla anche d’inverno e diverse volte ho avuto il piacere di godermi la Sartiglia. La Sardegna è un mondo che contiene mondi».

E con l’isola di San Pietro?

«Ad essere sincero, quando mi hanno proposto il personaggio del vice questore per la fiction della Lux Vide, il fatto che si girasse in Sardegna, in questa terra che reputo casa mia, ha avuto un peso importante nell’accettare il ruolo con entusiasmo. Quando sono arrivato mi sono sentito subito travolto dall’energia incredibile di questa terra».

A proposito del suo personaggio nella fiction… porterà scompiglio così come fa con il pubblico femminile?

«Non so. Certo Valerio Ruggeri porterà un po’ di mistero. Allo spettatore il compito di seguire il personaggio per risolvere l’enigma nell’arco delle dodici puntate».

Oggi che lei è un attore affermato e apprezzato per altre doti, riguardando al suo percorso trova che bellezza sia stata un valore determinante o in alcuni casi una barriera da superare?

«Quando facevo il modello parallelamente ai miei studi universitari in Scienze politiche e all’inizio del mio percorso televisivo l’aspetto mi ha aiutato moltissimo. Senza, forse, non avrei avuto la possibilità di intraprendere la strada che percorro ora. In questa che definirei la terza fase della mia vita, quella della crescita e della maturazione, dove la mia carriera è dedita allo studio e alla ricerca, forse un pochino mi rema contro perché ancora sopravvive il vecchio stereotipo di bellezza senza altre doti. Non lo vivo come un limite, il problema dei limiti è soprattutto di chi se li pone e come attore ma in generale nella vita, credo non si debbano porre. Il pregiudizio ci può essere, sono io a doverlo abbattere»

Tornerete a girare a Carloforte dopo la pausa estiva?

«Sì, saremo in Sardegna a settembre e ad ottobre. E sono molto contento che questa terra “istintiva”, a cui assomiglio parecchio, grazie al lavoro della Fondazione Film Commission stia contribuendo a grandi produzioni cinematografiche e televisive. Ma ora sono felice di rientrare a casa dalla mia famiglia».



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