Bonifacio Angius, dalla Maddalena a Venezia

Premiato con Gazale al festival “La valigia dell’attore”, il regista sassarese va in Laguna con “Destini”

SASSARI. Il fuoco intorno a “Ovunque proteggimi”, come a Bonifacio Angius piace sottolineare spesso sui social, non si spegne. Il film continua un percorso, iniziato ormai otto mesi fa con l’anteprima al festival di Torino, pieno di soddisfazioni per il regista. E per i suoi interpreti principali, Alessandro Gazale e Francesca Niedda.

Durante “La valigia dell’attore”, alla Maddalena, i due protagonisti (l’attrice non ha potuto partecipare alla cerimonia) hanno ricevuto delle menzioni speciali per la loro performance che ha emozionato il pubblico e conquistato la critica. Bellissime parole hanno speso anche due grandi giornalisti di cinema come Boris Sollazzo e Fabio Fabio Ferzetti che insieme al docente Fabrizio Deriu hanno fatto da padroni di casa agli incontri di approfondimento che insieme alle proiezioni formano il programma della manifestazione cinematografica maddalenina. D’altronde Gazale aveva giù conquistato il prestigioso Premio Vittorio Gassmann al festival di Bari come miglior interprete italiano dell’anno, mentre Francesca Niedda aveva sfiorato il Globo d’Oro arrivando fra le tre finaliste del riconoscimento dato dalla stampa estera in Italia come miglior attrice.

“Ovunque proteggimi” nei giorni scorsi è tornato anche a Sassari, proiettato per la serata finale del Summer Film Festival in Piazza Tola. Tantissime persone, molte delle quali avevano già visto il film in sala, non hanno perso l’occasione di partecipare alla visione nel cuore della città di un film profondamente sassarese e allo stesso tempo universale. Intanto Bonifacio Angius ha recentemente ultimato un altro lavoro, anche se si tratta di un cortometraggio, che è stato selezionato alla Mostra del Cinema di Venezia come evento speciale di chiusura della Settimana internazionale della critica: “Destino”, questo il titolo del corto di cui è anche interprete. «Da regista – ha raccontato Angius al festival della Maddalena – sono spietato con me stesso attore, ma così ho tirato fuori cose a cui penso spesso mettendole in scena in prima persona. Costruisco così le mie storie, prendendo caratteristiche personali e portandole all’estremo per analizzare ciò che non capisco del mondo, le mie paure». (f.c.)

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