Mix di sapori sardo-giapponese

La cucina giapponese è disciplina. Lo sostiene lo chef Wicky Priyan (foto). Ci vuole applicazione e tempo, senza fretta. Basti pensare al piatto “I cinque continenti” dove insieme convivono il tonno...

La cucina giapponese è disciplina. Lo sostiene lo chef Wicky Priyan (foto). Ci vuole applicazione e tempo, senza fretta. Basti pensare al piatto “I cinque continenti” dove insieme convivono il tonno pescato nei mari di Sardegna, la ricciola made in Japan e il salmone canadese: con queste materie prime ci sono anche 30 spezie diverse e una salsa, il tutto marinato per un mese. Oppure il wasabi ricavato da un tubero lavorato con meticolosa precisione. «Molto prodotto in commercio – dice – subisce delle trasformazioni chimiche, il nostro è naturale». E costa la bellezza di 800 euro al chilo... Wicky Pryian, nato in Sri Lanka e trasferitosi in Giappone da bambino è sbarcato per un mese nello splendido resort dell’Abi d’Oru, che si affaccia sull’altrettanto bella spiaggia di Marinella, a Porto Rotondo. Il suo ristorante è un cosidetto “pop-up”, terminologia legata ai computer che significa apertura temporanea. Un mese, quello di agosto, per vedere che effetto fa la sua cucina fusion che mette insieme Giappone e sapori mediterranei. Non è il primo ristorante temporaneo in Sardegna, gli esempi sono tanti e illustri, primo fra tutto Nobu al Cala di Volpe. Priyan da 15 anni ha un ristorante di gran successo a Milano in Corso Italia. Ha voluto allargare i suoi orizzonti gastronomici che già hanno subito notevoli contaminazioni. Il suo melting pot di sapori è proverbiale. E in Sardegna non ha perso tempo. «Qui ci sono materie prime straordinarie. Faccio degli esempi: i gamberi, il pecorino, la cipolla. Ma il panorama è vastissimo».

Ed ecco che il pecorino diventa componente essenziale di un piatto a base di ricciola, ancora del Giappone, con zenzero e basilico, con i due sapori forti di formaggio e spezia che si equilibrano lasciando il campo per gustare anche il pesce. «Ho girato il mondo – dice ancora –. La meravigliosa Sardegna mi sta regalando molte ispirazioni, un nuovo corso che sono sicuro darà tanti frutti».

La scelta è stata voluta fortemente anche dal resort 5 stelle dell’Abi d’Oru. «Abbiamo fatto un grande lavoro di riposizionamento dell’albergo e dell’offerta dei nostri 4 ristoranti – dice il direttore Alessandro Convertino –. Abbiamo scelto Priyan come prima collaborazione esterna perché ha accettato con entusiasmo l’idea di contaminare la sua cucina con i più rinomati prodotti sardi. Volevamo qualcosa di speciale insomma e credo che abbiamo raggiunto l’obiettivo»

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