Una città d’acque

La palazzina liberty in cui convergeva l’antico acquedotto cittadino, con le acque della valle del Bunnari, è da ieri L’Ecomuseo del Mare e dell’Acqua di Sassari. Uno snodo e incontro di acque...

La palazzina liberty in cui convergeva l’antico acquedotto cittadino, con le acque della valle del Bunnari, è da ieri L’Ecomuseo del Mare e dell’Acqua di Sassari. Uno snodo e incontro di acque potabili che ha permesso, con una grande opera di ingegneria, l’espansione di Sassari a cavallo dei due secoli passati. Ma che ricorda anche la storia antica di Sassari, quella remota dell’esodo degli abitanti di Turris Libisonis dalla costa verso l’interno per sfuggire ai pirati barbareschi, quella del libero comune che guardava verso Genova e la città ottocentesca con i suoi commerci. Un legame della città con il mare che non si è mai interrotto e che giustifica i cavalli marini del suo stemma. Il sindaco Campus ha ricordato questo ieri, all’inaugurazione, rimarcando il mecenatismo dei tanti sponsor privati che hanno permesso l’apertura del museo e ricordando che Sassari deve fare rete con i Comuni della costa nell’obiettivo dell’interesse unico dello sviluppo del territorio. Particolarissimo è il lungo tunnel di adduzione scavato nella roccia (ancora oggi percorso dall’acqua sorgiva) che collega la Palazzina alle valli dei Ciclamini e di Bunnari. Uno spazio che potrà ospitare diverse esposizioni e che già raccoglie immagini e reperti. Piero Ajello di AveLa – associazione Vela Latina tradizionale, vero motore dell’iniziativa – ha sottolineato che l’Ecomuseo non dovrà essere una semplice raccolta di reperti ma un centro di cultura del mare e del ciclo ambientale dell’acqua, aperto a tutti i cittadini e luogo privilegiato per la valorizzazione delle risorse del territorio della Sardegna nord-occidentale che stanno alla base dei temi del mare e dell’acqua.

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