Flavio Soriga attore nel film di Gianluca Vassallo

Flavio Soriga

A un anno di distanza dall’inizio delle riprese e a sei mesi dalla fine della produzione, “Volevo solo sapere come stai” è stato invitato a partecipare al “Visions du reél market” di Nyon

SASSARI. A un anno di distanza dall’inizio delle riprese e a sei mesi dalla fine della produzione, “Volevo solo sapere come stai” è stato invitato a partecipare al “Visions du reél market” di Nyon, il mercato del cinema del reale più importante d’Europa. Il lungometraggio di Gianluca Vassallo e di Francesco Mannironi, che vede Flavio Soriga per la prima volta sullo schermo, lancia una campagna di crowdfunding con l’obiettivo di co-finanziare la realizzazione del DCP (standard di proiezione cinematografico) necessario per partecipare al mercato del Visions du reél. Da martedì 9 marzo, coloro che vorranno sostenere il progetto riceveranno un link privato per la visione del film, valido per 24 ore. Sarà richiesto a tutti i contributori di fornire un feedback attraverso un questionario e, su base volontaria, un commento al film.

La campagna di sottoscrizione prevede un contributo minimo di 5 euro come ticket simbolico per la visione del film, e una serie di ricompense via via più alte che vanno dalle locandine alle foto di scena, dalla proiezione con gli autori alla co-produzione vera e propria. Il tutto sulla piattaforma virtuale raggiungibile all’indirizzo www.volevo.it

Il film, prodotto da White Box Studio, segna l’esordio di Flavio Soriga sul grande schermo. Lo scrittore, oltre a interpretare sé stesso, è co-autore con Gianluca Vassallo, Francesco Mannironi e Roberto Verbena della sceneggiatura. “Volevo solo sapere come stai” è insieme registrazione di processo artistico e cinema della realtà. Scritto, diretto, filmato, interpretato dagli stessi autori, per restituire al materiale visivo una aderenza profonda allo stato delle cose nei giorni della sua lavorazione, è un documento dolcissimo di verità.

Marzo 2020, l’Italia è in quarantena. Gianluca è in isolamento in una casa sul mare. Riceve una chiamata inattesa al risveglio: una voce che non conosce gli chiede: “Volevo solo sapere come stai”. L’incapacità di rispondere di getto, muove il suo desiderio di portare, agli sconosciuti che vivono nel paese in cui vive, la medesima domanda. Un film, dunque, che lavora sulla distanza e l’isolamento, sulla continua possibilità di romperne la rassicurante integrità anche solo grazie alla voce, al suo suono e alla sua invisibile ma palpabile possibilità di aprirsi uno spazio e arrivare a condividere un tempo più profondo, come sospeso, che è il tempo dell’ascolto.

«Il film – spiega Vassallo – è un manifesto di cinema di necessità: due autori, la Storia davanti, e il bisogno di documentare il presente concentrandosi sull’umanità costretta in casa a interrogarsi, forse per la prima volta, sul senso del confine tra sé e il mondo. Cinema di necessità ed esperimento di resistenza culturale privo di committenza, libero dai Ministeri, svincolato dalle emittenti, perché la sincerità autoriale, potesse restare l’unica traccia dell’uomo tra la Storia e la pellicola».



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