Luigi Fassi: «La sfida del Covid e i nostri progetti per il futuro»

Interesse anche fuori d’Italia per le foto di Lisetta Carmi Il programma Connessioni Inventive e una mostra su Altara

«C’è un rinnovato interesse attorno alla figura di Lisetta Carmi: dalla mostra alla quadriennale di Roma alla monografia che in Francia, ad Arles, le ha dedicato il festival di fotografia, in attesa di riservarle un’esposizione. Arrivano richieste da Svizzera, Germania, Israele. La mostra al Man di Nuoro è la prima in Italia che un museo d’arte contemporanea dedica alla grande fotografa e dunque siamo felici e orgogliosi di essere partecipi di questo momento di attenzione generale verso il suo lavoro». Parole di Luigi Fassi, direttore del Man, a due mesi dall’apertura della mostra sulla fotografica genovese, con un focus particolare sui reportage in Sardegna negli anni ’60.

La mostra ha coinciso con la riapertura del museo dopo mesi di stop dovuti alla pandemia, ma con questa comunque continua a fare i conti.

«Certo, quando abbiamo aperto la Sardegna era in zona gialla, poi sono seguite due settimane di arancione e dunque abbiamo dovuto chiudere di nuovo. Ora con la zona bianca apriamo cinque giorni la settimana, dal lunedì al venerdì incluso, perché come è noto i musei non possono aprire nel weekend. Nonostante ciò, vedo che molti visitatori arrivano da tutta l’isola, stacchiamo in media 50-60 biglietti al giorni, con punte di 70».

È complicato tenere aperto in tempi di pandemia?

«Non è facile, ma siamo comunque più fortunati rispetto ad altre realtà nazionali che rimangono chiuse. Osserviamo tutte le regole del distanziamento, facciamo entrare massimo dieci persone per volta. Resta incomprensibile certo la chiusura nel weekend, quando per esempio i supermercati sono pieni. Ma ripeto, ci riteniamo fortunati rispetto ad altre realtà che hanno chiuso i battenti. Sarebbe davvero poco saggio alzare la voce in questo momento, anche se l’Amaci, l’associazione nazionale dei musei d’arte contemporanea, ha posto il problema al ministero. Ci dispiace infine che Lisetta Carmi non abbia potuto vedere la mostra di persona (la fotografa ha appena compiuto 97 anni, ndr), ma è molto soddisfatta del risultato e del catalogo e ci sentiamo di frequente».

La mostra chiuderà come previsto o sarà prorogata?

«Chiuderemo il 20 giugno, come previsto. Con la speranza di intercettare una parte dei turisti che saranno nell’isola per la stagione estiva. Per ora registriamo l’interesse di tanti sardi, perché è una mostra sull’arte di Lisetta Carmi ma anche sul nostro territorio e le sue mutazioni, visto che le immagini sono state scattate dal 1962 al 1976».

L’evento dell’estate quale sarà? Non è un mistero che stiate preparando una mostra evento sulla figura di Edina Altara.

«Non solo su di lei, ma è prematuro parlarne, ci riserviamo di annunciare il progetto prossimamente. Nel frattempo continuiamo con le Connessioni Inventive, un progetto digitale di conversazioni e approfondimento che abbiamo inaugurato lo scorso anno in collaborazione con Ica, l’istituto per le arti contemporanee di Milano. È un ciclo di letture digitali con specialisti di determinati argomenti relativi non solo all’arte, ma anche all’etica e alla politica, che magari in Italia non sono particolarmente noti e che spesso operano all’estero. La mostra di Lisetta Carmi sarà anche occasione per un workshop di fotografia, ancora abbiamo richieste di riaprire i laboratori didattici per le scuole. Infine, crediamo molto nei cataloghi, sui quali stiamo concentrando particolare energia e rigore, per fare in modo che siano un testo di studio, comportandoci un po’ da agenzia educativa, una sorta di dipartimento universitario».

La sensazione dall’esterno è che i lavori di realizzazione della nuova sede in piazza Satta procedano poco speditamente. Si era parlato di apertura entro l’anno.

«Questi aspetti riguardano la Provincia, committente dei lavori, io personalmente mi sono limitato a verificare che il progetto rispondesse alle nostre esigenze. Sui tempi d’apertura non so dire dunque, il quesito va posto alla Provincia».



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