Da Tex a Pratt ottant’anni di fumetti Bonelli

Dal 25 marzo il primo di due volumi dedicati alla produzione completa (dal 1941 sino a oggi) della casa editrice

Forte e spavaldo, di mestiere fa il pugile. È Furio Almirante, l’uomo dal pugno d’acciaio. Inizia con lui questa straordinaria storia editoriale. La data esatta è il 18 gennaio del 1941. Gianluigi Bonelli ha appena acquistato la proprietà della rivista l’Audace, attiva da alcuni anni, dove ha già esordito il personaggio di Furio. Con il numero 331 del periodico il nuovo l’editore rivoluziona la struttura: non più diverse storie a puntate, ma un albo-giornale a fumetti che pubblica un racconto autoconclusivo.

SCHEDE E IMMAGINI. Ottant’anni dopo Bonelli continua a far sognare tanti lettori, di ogni età. Per festeggiare l’importante traguardo arriva dal 25 marzo in libreria e fumetteria “Tutto Bonelli. 1941-1979”, il primo di due volumi (il secondo coprirà il periodo dal 1980 a oggi) dedicati alla fumettografia completa della casa editrice. Schede, immagini, curiosità e approfondimenti per ripercorrere un capitolo fondamentale della storia del fumetto italiano. Testi e ricerche iconografiche sono di Gisello Puddu, originario di Baunei, e Mauro Giordani, nato a Roma ma sardo d’adozione. «Un lavoro – sottolineano – che nasce da una grande passione». Già autori di diversi saggi sul mondo delle nuvole parlanti (uno proprio di catalogazione delle opere Bonelli pubblicato nel 1997 e servito come base per questo più ampio lavoro), nel libro in uscita tra pochi giorni Puddu e Giordani passano in rassegna attraverso oltre cinquecento pagine le pubblicazioni della casa editrice a partire dagli esordi fino alla fine degli anni Settanta. La prima parte di un una lunga avventura che ha dato vita a migliaia di albi e storie.

I PRIMI ANNI. Il personaggio di punta degli inizi, e in pratica per tutti gli anni Quaranta, è il già citato “Furio”. Ma in alcuni supplementi trovano spazio, con successo, anche altre storie come quelle che vedono protagonista “Capitan Fortuna”, creato da Rino Albertarelli. È il periodo bellico e tra le curiosità segnalate nel libro per quegli anni c’è anche una pubblicazione, non a fumetti, dedicata allo sport: una piccola collana dal titolo “Campioni si diventa”. Finita la guerra Gianluigi Bonelli si separa dalla moglie Tea Bertasi e le cede la casa editrice, rimanendone comunque collaboratore. Sotto la sua guida, in breve tempo, l’impresa cresce, con personaggi sempre nuovi In particolare “Ipnos” ispirato al mago Mandrake (ideato pochi anni prima in America da Lee Falk) e “Frisco Bill” che racconta le avventure di uno scanzonato giornalista.

L’ICONA TEX. Nel 1948 comincia la collaborazione di Aurelio Galleppini, in arte Galep. Il contributo del disegnatore, nato in Toscana ma da genitori sardi e cresciuto a Cagliari, sarà fondamentale per la casa editrice. Su sceneggiature di Gianluigi Bonelli, Galep lavora contemporaneamente alla serie di cappa e spada “Occhio cupo” e al western “Tex”. Se la prima non ha il successo sperato e viene interrotta dopo pochi numeri, la seconda diventerà il simbolo della casa editrice. Dall’esordio con la striscia intitolata “Il totem misterioso”, il 30 settembre di quell’anno, il ranger cavalca tra le praterie senza confini della fantasia di lettori che ancora oggi continuano ad amarlo. Un eroe, il più famoso del fumetto italiano, capace di unire tante generazioni.

ZAGOR E GLI ALTRI. Il genere western funziona e torna spesso con importanti serie, come “Mani in alto” di Rinaldo Dami, meglio noto come Roy D’Amy, “El Kid” disegnata da un altro maestro come Dino Battaglia e “Un ragazzo nel Far West”, con la quale fa il suo esordio come sceneggiatore Sergio Bonelli, figlio di Gianluigi e Tea, che nel 1957 assume la direzione della casa editrice. Azienda che passando per vari nomi (Audace, Araldo, Cepim, Daim Press, Altamira...) arriverà nel 1988 all’attuale Sergio Bonelli Editore. È lui stesso, con lo pseudonimo di Guido Nolitta, a ideare nel 1961 (con il contributo grafico di Gallieno Ferri) un altro iconico personaggio, secondo solo a “Tex” per popolarità: “Zagor”, l’eroe che combatte i criminali e protegge le tribù indiane dalle quali è soprannominato lo Spirito con la Scure. L’altro figlio prediletto di Sergio Bonelli nascerà più avanti, nel 1975: “Mister No”. Un fumetto dal taglio più moderno, con protagonista un antieroe, che segna una svolta nella produzione bonelliana.

ROMANZI A FUMETTI. Negli anni Settanta vedono la luce tra le altre cose anche una serie originale nell’ampio panorama western come “Ken Parker”, creata da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, e la preziosa collana dal titolo “Un uomo un’avventura” formata da fumetti autoconclusivi che oggi si chiamerebbero anche graphic novel. Trenta volumi monografici a colori, nel formato dei cartonati francesi, illustrati da alcuni tra i più grandi disegnatori: Sergio Toppi, Hugo Pratt, Guido Crepax, Bonvi, Attilio Micheluzzi, Milo Manara, Guido Buzzelli per citarne alcuni. Una serie innovativa di alto profilo artistico e grafico che fu distribuita non solo nelle edicole, ma anche nelle librerie.

IL SECONDO VOLUME. La prima parte del progetto curato da Mauro Giordani e Gisello Puddu si conclude con la scheda di “Judas”, serie creata dai fratelli Ennio e Vladimiro Missaglia e pubblicata dal settembre 1979 per sedici mesi.

Nel secondo volume, che uscirà più avanti, si potrà continuare il viaggio nell’universo Bonelli, attraversando i successivi quarant’anni di storia della casa editrice simbolo del fumetto in Italia. Dal 1980 al 2020, un periodo segnato dalla nascita di testate amatissime come “Dylan Dog”, incentrata sull’indagatore dell’incubo creato da Tiziano Sclavi, o “Nathan Never”, la serie di fantascienza ideata dalla banda dei sardi Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna. E ancora “Martin Mystère” di Alfredo Castelli e “Dampyr” creata da Mauro Boselli e Maurizio Colombo che tra le loro avventure ne hanno alcune ambientate anche in Sardegna. Senza dimenticare progetti che si sono conclusi come “Saguaro”, dello sceneggiatore sassarese Bruna Enna, o la miniserie “Cassidy”, dell’autore nuorese Pasquale Ruju. Più tutto il resto, tutto Bonelli.



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