Tazenda, dall’ex carcere un inno di speranza

Successo “virtuale” per il concerto del gruppo sassarese da San Sebastiano che presentava il cd “Antìstasis” 

SASSARI. Un volo sulla città di Sassari e una planata sulle antiche mura di San Sebastiano: è iniziato così il concerto in streaming della band rock sarda “Tazenda” che ha scelto le ex carceri per presentare con un live il suo nuovo album “Antìstasis”. Grande attesa per l’evento sui profili social del gruppo che da qualche giorno aveva annunciato il suo ritorno alla musica. Si parte con il brano “Innos” dalla suggestiva anima identitaria, quasi una sigla di apertura sulle maestose immagini della “fortezza” sassarese. Quando parte l’intro del primo brano in scaletta, “Coro”, Gino Marielli, Gigi Camedda e Nicola Nite sono già sul palco allestito nell’ampio spazio della rotonda e illuminato da un disegno luci da grande concerto rock. Il live decolla subito e dopo un’introduzione in perfetto stile Tazenda con il brano “Ammajos” arriva la prima sorpresa della serata, “Splenda”, un brano “think positive” che evoca il sound felice dei Beach boys.

Energia e ritmo si sposano perfettamente con l’outfit “psichedelico” scelto dai tre membri della band, per tutta l’esibizione in grande sintonia e visibilmente felici di essere tornati al loro pubblico. «Questa è la primissima canzone che ha dato il via al nuovo album – racconta Camedda – che ora vi presenteremo per intero». Eppure non è un brano tratto da “Antìstasis” a partire ma l’amatissima “Spunta la luna dal monte” con il quale i Tazenda vinsero il loro primo disco d’oro. Da un successo che ha portato la lingua sarda nel mondo a un remix ,cantato in inglese, di “A nos bier” in cui sono molteplici le citazioni che trascinano in una danza elettronica in cui si incrociano lingue e atmosfere. Arriva poi anche la suadente “Tempesta mistica” che prepara ad un nuovo uffo nella tradizione con “Non poto reposare. «Questo brano è stato composto all’inizio del secolo scorso – dice Marielli – nello stesso periodo in cui Proust scriveva “Alla ricerca del tempo perduto”. Con il suo intro elettronico anni ’80 parte così il singolo esatto dal nuovo album, che si intitola come il libro di Proust, e a pochi giorni dall’uscita è già un successo. Le tante anime musicali dei Tazenda hanno già regalato quasi un’ora di concerto quando “Essere magnifico” ci accompagna in un’immersione nelle calde atmosfere dei Black soul Gosper Choir, talentuosa formazione locale diretta da Francesco Mocci. Arriva anche un’orchestra nel viaggio musicale dei Tazenda che omaggiano la musica colta con “Oro e cristallo”, brano orchestrato da Stefano Garau e ulteriormente impreziosito dalla partecipazione del tenore sassarese Matteo Desole.

La band prima dei saluti chiama sul palco i Bertas, padrini storici, con cui intonare una coinvolgente versione di “Innos". In un gran finale come questo sarebbe arrivato scrosciante l’applauso del pubblico che ha comunque abbracciato i Tazenda con un coro di like. Sono stati migliaia a seguire il concerto sui social e a scrivere messaggi di apprezzamento per un album che in un solo giorno è balzato terzo in classifica ed è destinato a segnare un’ulteriore svolta nel fortunato percorso musicale della band sarda.

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