Sassari, in mostra “la dimensione del tempo”

Dal 12 maggio ArteCircuito ospita le opere di Suboh, Ibba, Maricosu e Mura

SASSARI. Dal 12 al 21 maggio, la galleria ArteCircuito di via Enrico Costa, in collaborazione con l’Università di Sassari, presenterà 4 giovani artisti: Amirah Suboh, Ramona Ibba, Sofia Maricosu e Pierluigi Mura. La mostra, a cura degli studenti del Collettivo Curl del Dipartimento di scienze umanistiche e sociali, invita all’autocoscienza: «Come vivo? Quali sono le mie priorità?». La centralità della dimensione del tempo accomuna le opere esposte e gli approcci che le guidano. I colori di Suboh invadono il supporto pittorico e gli occhi di chi guarda conquistandone la mente. L’immagine fissata dalla fotografia viene stravolta attraverso vari interventi, dalle pennellate materiche ai tratti di grafite; i ricordi e i significati mutano: la vita infatti, sostiene Suboh, «non può essere concepita come unica, ma come teatro di molteplici dimensioni fra questo e i mondi possibili».

La necessaria lentezza dei gesti compiuti da Ibba oppone «il tempo lungo del lavoro antico alla velocità del sistema odierno», vorticoso e in perpetuo movimento. Al contempo ne traspare un senso di evasione, con i fili che si estendono oltre la tela come lenzuola annodate di un carcerato che evade dalla prigione. Gli squali dipinti da Maricosu riflettono, con una forte carica espressiva, l’impatto violento della società e delle sue logiche di sfruttamento in nome del profitto. L’artista lavora sull’ambivalenza del soggetto rappresentando scene cruente che denunciano una problematica socio-ambientale perlopiù ignorata. Mura esplora il binomio eterno/attimo. Il ricorrere nel suo lavoro del motivo della frutta sigillata in barattolo è metafora di un tempo sottratto al suo fruire e cristallizzato nell’adesso. La simmetria degli spicchi degli agrumi viene distrutta, ricomposta e cristallizzata nel tempo attraverso l’intervento esterno dell’artista, sigillata sottovetro ed esposta; ma basterebbe un solo gesto affinché tutto svanisca. I lavori in mostra incrinano l’idea dominante di un mondo dai ritmi incessanti proponendo una riflessione sulle memorie personali da preservare, sull’importanza del tempo lento, sulla violenza della velocità con cui l’ambiente viene distrutto e sul valore di un effimero attimo rispetto all’eternità.
 

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