A Olbia l’omaggio di Jovanotti ad Andrea Parodi. La moglie: «Erano grandi amici, grazie Lorenzo»
Al via dall’isola il Summer party, il momento toccante del concerto quando Jova ha cantato “No potho reposare”. Parla Valentina Casalena: «Che bel regalo»
«Si conoscevano. Si conoscevano molto bene. Ho visto un video pubblicato sui social dai Tazenda, purtroppo non ero al concerto. Mi ha fatto tanto piacere che abbia voluto farlo». Quasi mezzanotte, Jovanotti è sul palco a forma di arca davanti a 25mila persone e dopo averle scatenate si fa portare una chitarra acustica e annuncia un omaggio a «un grande amico», Andrea Parodi. Intona “No potho reposare”, fa cantare il pubblico insieme a lui. Il momento più toccante del concerto che si chiude con “A te”.
Valentina Casalena, moglie dello storico cantautore e leader dei Tazenda, è molto felice per l’omaggio nel grande evento all’Olbia arena. Nel pomeriggio Lorenzo Jovanotti aveva anticipato qualcosa ai giornalisti che gli chiedevano se, dopo quello nelle prove, avesse preparato un ricordo per Guccini anche durante lo spettacolo vero e proprio. «No, però voglio omaggiare il mio grande amico Andrea Parodi».
E la signora Parodi conferma con voce dolce, «sì, erano molto amici. Si sono conosciuti negli anni del pop, nei primi ’90 – ricorda –. Si trovavano spesso a fare ospitate in radio, in tv, come da Red Ronnie, e nelle cene tra artisti». Erano in un momento della vita quasi opposto: Andrea era il leader di un gruppo che da Sanremo in poi si affermava, Lorenzo veniva da “Gimme five”. «Diversi? In realtà neanche così tanto, credo che Lorenzo vedesse in lui anche un artista dal quale imparare qualcosa», racconta affettuosamente Valentina Casalena Parodi.
E pensare che invece al camaleontico artista senza età, al Peter Pan che saltella tra palco grande e palchetto tra il pubblico semmai come un grillo, per la prima tappa del “Summer party” gli è stato ricordato più volte che tra un mese spegnerà 60 candeline. Lui ha dribblato con le battute il discorso e dopo, per una lunga serata, ha fatto stancare semmai i suoi fan con quasi tre ore di musica. Olbia ha ospitato la prima tappa del tour italiano di un progetto che in realtà aveva già attraversato l’Australia in primavera e l’Europa fino a un mese fa. La tappa olbiese è l’esordio di un giro che, al contrario delle solite grandi tournée, non toccherà date al nord. La sfida al caldo è stata lanciata. E in attesa che “l’arca di Loré” venga montata negli altri luoghi – si chiude a Roma al Circo Massimo –, Jovanotti che non riesce a star fermo raggiungere in bicicletta ogni città. «Massimo 140 chilometri al giorno, se non ce la faccio mi fermo», mette le mani davanti e rassicura chi, ancora, gli ricorda l’età e l’incidente a Santo Domingo di tre anni fa.
Olbia nel 2019 con Jova diede inizio all’era dei grandissimi eventi. Venerdì, con il suo ritorno, è stata elogiata dall’organizzazione come città che accoglie la musica e le mega produzioni. Il sindaco riavvolge il nastro ai primissimi Duemila, «la direzione è quella giusta sin dal Capodanno con Elisa, primo grande evento – dice Settimo Nizzi –. L’arena a giorni sarà pubblica e lavoriamo per renderla ancora più strutturata e accogliente». Contento l’assessore comunale ai Grandi eventi, Marco Balata («La musica finisce, resta una città che sa unire energie, competenze e visione»). L’estate era cominciata con il doppio live di Vasco, è proseguita con Jovanotti e tra poco ospiterà le tre sere di Red Valley festival.
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