Sanremo, Zucchero su Stefano De Martino come direttore artistico: «Magari ha qualità nascoste» – Le critiche
Il bluesman non ha usato mezzi termini nemmeno sull’Eurovision
Alassio Zucchero non usa mezze parole. Quello che pensa, lo dice, anche quando si parla del Festival di Sanremo e del nuovo direttore artistico Stefano De Martino, scelto per guidare la kermesse dopo il biennio affidato a Carlo Conti.
“Se lo fa lui, faccia lui. A me non interessa. Magari ha delle qualità nascoste”, ha detto il bluesman dal palco del Ligyes Cultura Fest di Alassio, dove è stato ospite lunedì 10 agosto. La risposta dell’artista è arrivata dopo una domanda sul Festival e sulla serata Eurovision, che sarà introdotta a partire dal 2027. Il prossimo anno, infatti, il rappresentante dell’Italia in Bulgaria sarà scelto attraverso una gara apposita. “Cosa ne penso del fatto che non necessariamente chi vincerà il Festival andrà all’Eurovision? A me che ca**o frega”, ha risposto il cantautore. Poco prima, Zucchero aveva indicato il produttore discografico Stefano Senardi come possibile direttore artistico: “Farei fare a lui il direttore artistico. Non perché è qui ora, ma per le conoscenze che ha”. Poi è arrivato un altro affondo. Si parlava della possibile presenza di una giuria a Sanremo per scegliere chi mandare all’Eurovision. A quel punto qualcuno dal pubblico, riferendosi a De Martino, ha urlato: “Non capisce niente”. Zucchero ha replicato: “Questo lo hai detto tu. Io posso dire che non lo conosco come cultore musicale”.
Il cantautore ha poi criticato duramente la kermesse europea: “È una roba di plastica, dove si canta con il playback. Ti fanno una scenografia e spendono milioni con tutti i balletti che ti girano intorno al cu*o. Non canta più nessuno dal vivo e non c’è più nessuno che fa musica seria e vera”.
Durante la serata, l’autore di “Diamante” ha ricordato con affetto Francesco Guccini, morto lo scorso giovedì 6 agosto. Zucchero ha raccontato anche diversi aneddoti della sua carriera: dagli esordi a come riuscì a convincere Luciano Pavarotti a cantare “Miserere”, fino a quella volta in cui si sedette senza accorgersene su Miles Davis. Ai microfoni di RaiNews, poi, ha criticato la diffusione ormai ampia del politicamente corretto: “Non si può più scherzare e invece l’ironia è fondamentale”.
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