“Mai più”: l’abbraccio di Castelsardo alla famiglia di Cinzia, uccisa da Emanuele Ragnedda
Castelsardo Sono le 21.15 quando prende il via la fiaccolata in memoria di Cinzia Pinna dalla chiesa del Crocifisso, nel cuore di Castelsardo. All’interno, la famiglia della giovane uccisa dall’imprenditore di Arzachena Emanuela Ragnedda – il padre Renato, la madre Diana e la sorella Carlotta – ha ricevuto l’abbraccio commosso della comunità e del sindaco Maria Lucia Tirotto. Il parroco don Pietro Denicu legge un brano del Vangelo di Marco. Poi la sua voce rompe il silenzio, ferma ma intensa: «La notte avvolge la nostra città. Ci colpisce profondamente, scuote le nostre coscienze e ci chiama a una responsabilità: non possiamo accettare che tutto questo accada come se fosse inevitabile. Lo dobbiamo a Cinzia, lo dobbiamo a tutte le vittime della violenza. Non possiamo abituarci a queste notizie. Ogni volta che una donna viene uccisa per mano di un uomo, è l’intera società a subire una ferita. La morte di una giovane è l’evento più tragico e doloroso che la vita possa conoscere. Quando la giovane è una figlia, una sorella, un’amica, e la sua morte è violenta, il dolore si moltiplica nell’intensità e nel tempo. Questa tragedia e questo silenzio ci interrogano profondamente. Come possiamo dimenticare chi non c’è più? Mai più – aggiunge –, custodiamo la vita. No alla violenza. Spezziamo l’indifferenza». (a cura di Luca Fiori)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google