La Nuova Sardegna

L'Ave Maria in sardo risuona nel cuore di Roma, l'esibizione del gruppo Tenore Romanzesu di Bitti è da brividi






Roma Le voci del gruppo Tenore Romanzesu di Bitti hanno portato la tradizione musicale sarda nel cuore della capitale. In occasione dell’Assemblea nazionale di Confcooperative Cultura, Turismo e Sport, il gruppo si è esibito nella basilica di Santa Maria in Aracoeli, sul colle del Campidoglio, interpretando il celebre “Deus ti salvet Maria”, uno dei canti religiosi più rappresentativi della Sardegna. L’esecuzione, dal grande impatto emotivo, si è svolta all’interno della storica chiesa romana, tra i luoghi di culto più conosciuti della città, offrendo ai partecipanti un momento dedicato alla spiritualità e alla cultura dell’isola. Il “Deus ti salvet Maria”, conosciuto anche come Ave Maria sarda, è un canto devozionale composto in lingua sarda logudorese nel XVIII secolo dal poeta Bonaventura Licheri, nato a Neoneli nel 1667. Il testo rappresenta la traduzione in sardo di una parafrasi mariana attribuita al gesuita Innocenzo Innocenzi e venne composto intorno al 1725. La composizione appartiene alla tradizione dei gosos, i canti religiosi popolari diffusi in Sardegna, ed è considerata uno dei simboli più riconoscibili della devozione isolana. Nel corso dei secoli il brano ha superato i confini regionali, diventando noto anche a livello internazionale. A contribuire alla sua diffusione presso il grande pubblico fu Maria Carta, che nel 1974 lo interpretò durante la trasmissione televisiva “Canzonissima”. Nel 1987 l’artista lo eseguì anche nella cattedrale di San Patrick a New York, accompagnata dall’organo. L’esibizione del gruppo Tenore Romanzesu a Roma ha così rinnovato una tradizione che continua a rappresentare una delle espressioni più autentiche dell’identità culturale e religiosa della Sardegna.

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