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"Cafoni del mare" a tutta velocità nelle acque dell'arcipelago di La Maddalena: violati tutti i limiti






La Maddalena Il mare come un'autostrada. È quello che sembra l’arcipelago di La Maddalena nelle ore di maggiore traffico, quando decine e decine di imbarcazioni escono dai porti dirette verso le isole o fanno ritorno a terra. Nei video realizzati da una diportista, nel tratto tra Capo d’Orso e Santo Stefano, e nel tratto di Caprera, tra Porto Palma e Stagnali, si vedono diversi motoscafi navigare in planata, con scie lunghe e una velocità sostenuta. Il problema è che in queste acque la velocità è regolamentata proprio per garantire la sicurezza della navigazione. L’ordinanza della Capitaneria di porto di La Maddalena stabilisce infatti un limite di 7 nodi entro 500 metri dalla costa e di 10 nodi tra i 500 e i 1.000 metri, mantenendo in quest’ultima fascia un assetto dislocante. Le regole valgono dal primo giugno al 30 settembre. «Il momento peggiore è la mattina, dalle 10 alle 13, quando escono tutte le barche dal porto, dirette verso le isole. E la sera, quando avviene il rientro di massa verso i porti, tra le 17 e le 20», racconta una diportista che conosce molto bene il mare dell'arcipelago. Una situazione che non riguarda soltanto il rispetto di un numero scritto su un’ordinanza. A quelle velocità, in un mare affollato di barche, gommoni e persone in acqua, aumenta anche il rischio per l’incolumità delle persone. 

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