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La proposta: «A Platamona non servono le strisce blu, ma più parcheggi e gestione condivisa»

di Davide Pinna
La proposta: «A Platamona non servono le strisce blu, ma più parcheggi e gestione condivisa»

Il presidente del consorzio turistico “Golfo dell’Asinara” Gianni Russo scrive ai sindaci di Sassari, Sorso e Porto Torres

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Sassari I parcheggi a pagamento a Platamona? Non servono. O almeno non sono fondamentali, perché anche quelli gratuiti possono generare introiti importanti per i Comuni. È il ragionamento degli imprenditori che fanno parte del consorzio turistico “Golfo dell’Asinara” che ha inviato una proposta ai sindaci di Sassari, Sorso e Porto Torres – i tre centri a cui appartengono i 18 chilometri di spiaggia di Platamona – sul rilancio del litorale.

I conti del consorzio Una proposta che si fonda su un’equazione dal funzionamento lineare: ogni posto auto in più, anche gratuito, significa più clienti per le attività e guadagni indiretti per i Comuni, grazie a imposte e tasse. «Ogni stallo può generare almeno 45 euro al giorno di spesa, ossia poco meno di 3.000 euro nei tre mesi estivi – spiega il presidente del consorzio, Gianni Russo -, moltiplicato ad esempio per 600 posti auto significa un giro d’affari complessivo di almeno un milione e 620mila euro, con un incremento delle entrate fiscali indirette degli enti locali del 7 per cento, pari a 113mila euro e rotti». Insomma, per Russo e gli altri imprenditori turistici consorziati, più parcheggi vengono creati e più tutti guadagnano: «Ogni macchina che non arriva, vuol dire un cliente che non consuma». Ma questo non vuol dire anarchia.

Il modello Russo parla di modello Costa attiva e identifica alcune soluzioni che potrebbero attirare i turisti. Nessuna chiusura ai parcheggi a pagamento, ma la richiesta è che vengano accompagnati da servizi: «Parliamo di parcheggi intelligenti, ben dimensionati, ombreggiati e serviti». Ma i posti auto possono essere trovati anche lontano dalla spiaggia, dove effettivamente lo spazio non è infinito: «È necessario creare parcheggi secondari più distanti, collegati alla spiaggia con navette gratuite e ad alimentazione elettrica. Ma bisogna anche garantire l’accessibilità a chi non si muove in auto: biciclette, monopattini, pedoni, con attenzione alle esigenze delle persone con disabilità». E ancora, gli imprenditori propongono di associare al pagamento dei ticket per la sosta sconti giornalieri negli stabilimenti e negli esercizi convenzionati.

Il sistema Questo modello, secondo gli imprenditori del consorzio Golfo dell’Asinara, può reggersi solo su un sistema di collaborazione e condivisione da parte dei tre Comuni che governano la lunghissima spiaggia di Platamona: Porto Torres, titolare delle aree a ridosso della torre di Abbacurrente, Sassari, che è proprietaria del tratto di spiaggia che arriva sino alla Rotonda, e infine Sorso, sotto la cui competenza ricade il 90 per cento dei diciotto chilometri che formano la spiaggia più lunga del territorio italiano. Una gestione condivisa che deve avvenire sotto l’egida della Città metropolitana, ormai pronta a nascere una volta per tutte, sotto la guida, dal 29 settembre, del sindaco di Sassari Giuseppe Mascia. «Questo consentirebbe di coordinare i servizi (parcheggi, trasporti, vigilanza, sicurezza balneare), distribuire equamente oneri e benefici ed evitare concorrenza fra territori e massimizzare l'attrattività di Platamona».

Gli enti locali Il percorso in realtà è stato già avviato anche, al momento, è fermo al livello dei buoni auspici. A fine giugno a Palazzo Ducale si è svolto un incontro fra Mascia, Massimo Mulas (Porto Torres), Fabrizio Demelas (Sorso) e Rita Vallebella (Stintino), dal quale è emersa la volontà di sperimentare «forme di governo comune» del litorale del Nord-ovest. Il primo agosto è partito, nel territorio di competenza di Sorso, il servizio dei parcheggi a pagamento. Il primo fine settimana non ha fatto registrare il pienone, complice anche il forte maestrale: fra qualche giorno scatterà il vero test per la scommessa di Demelas. 

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