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Filo diretto con i tifosi della Dinamo: «Non ci fermeremo»

Sardara e Sacchetti in diretta streaming dalla redazione della Nuova: ecco le risposte ai lettori

SASSARI. Le vittorie di ieri e le ambizioni di domani. La gestione dello spogliatoio e quella della società. I rapporti con il pubblico e l’allargamento della capienza del palazzetto. Stefano Sardara e Meo Sacchetti come il gatto e la volpe, solo che loro fanno divertire i tifosi della Dinamo Banco di Sardegna senza trucchi e senza inganno.

Ieri mattina il presidente e l’allenatore della squadra biancoblù hanno fatto visita alla redazione centrale della Nuova Sardegna, dove hanno partecipato a un forum con i tifosi biancoblù, trasmesso in diretta straming sul sito web del nostro giornale e seguito da oltre mille persone. A pochissime ore dal trionfo europeo contro il Brose Bamberg, Sacchetti e Sardara hanno risposto con grande disponibilità alla raffica di domande arrivate dai tifosi direttamente sulla pagina web dedicata all’evento.

«Sì, ci credevamo – ha rotto il ghiaccio Sacchetti rispondendo a uno dei primi quesiti –. Sapevamo che vincere di 12 sarebbe stato difficilissimo ma eravamo decisi a provarci. Dove vogliamo arrivare? Non lo so, essere nelle Top16 di Eurocup è un grande risultato ma ci siamo guadagnati questo viaggio a Berlino e andremo là per farci rispettare».

A proposito di Berlino, ha chiesto un tifoso, sarà possibile organizzare un charter per i tanti appassionati intenzionati a seguire la squadra in Germania? «Ci stiamo provando – ha assicurato Sardara – Meridiana ci ha dato una grande mano per la Coppa Italia e ora speriamo di fare il bis per questa importante trasferta».

E poi tanti quesiti legati alla condizione della squadra, in particolare la batteria dei lunghi, che ora si è infoltita. Sacchetti ha risposto così: «Gordon è arrivato e ha giocato subito, poi si è infortunato ma anzichè completare il percorso di recupero ha giocato due partite in due giorni in coppa Italia. E ora gli è arrivato il conto: deve solo ritrovare la brillantezza. Eze è arrivato a Sassari solo da pochi giorni ed è in buone condizioni fisiche nonostante fosse senza squadra, sta facendo un lavoro specifico e presto lo inseriremo. Tessitori? Sta migliorando, ma a differenza di alcune stelle lo tiro fuori al primo o secondo errore. Il mio modo di allenare è questo».

«Ho ancora la testa del giocatore – ha detto il coach a proposito del suo passato sul parquet –, perché quello è un bagaglio che ti resta dentro. Poi col tempo ho imparato che dal punto di vista umano i giocatori non sono tutti uguali. Ne esistono di serie A, di serie B e di serie C. La mia squadra? Ho la fortuna di avere giocatori che per il nostro sistema sono il top».

E poi tantissime domande legate alla gestione societaria di un club che è già un esempio virtuoso a livello nazionale. «Il palazzetto? Lo vorrei appena più grande ma molto più moderno – ha detto Sardara –. Non vogliamo una cattedrale, diciamo che con un migliaio di posti in più sarebbe perfetto. Ci stiamo ragionando e speriamo di trovare il modo di allargarlo. Il sistema-Dinamo si regge sui progetti e sull’entusiasmo. Non dobbiamo mai creare troppe aspettative, perché queste possono portare alla delusione e allo scoramento e per noi sarebbe la fine. La nostra società si è consolidata, ci sono sponsor importanti che ci aiutano e tantissime figure

professionali che ci permettono di essere al top da tutti i punti di vista. I risultati alimentano il nostro motore e successi come quello con Bamberg sono pagine di storia indimenticabili. Ma i nostri piedi sono sempre ben piantati per terra, la nostra filosofia non cambia». (re.sp.)

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