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Una Dinamo da applausi si arrende solo all’ultimo tiro

di Andrea Sini ; w; Canestri, emozioni, schizzi di sangue. Botti e botte di fine anno al PalaSerradimigni, dove la Dinamo si arrende soltanto all’ultimissimo secondo dell’overtime contro l’Ax Armani Milano. Finisce 106-107 dopo 45 minuti di battaglia, con l’aggiunta (della quale si sarebbe potuto fare a meno) del corpo a corpo tra Petteway, Thomas e Gudaitis al momento dei saluti a centrocampo, con il centro milanese uscito dal campo sanguinante.
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Il Banco sogna lo sgambetto alla capolista

di Andrea Sini ; w; Difesa, rimbalzi, letture offensive. Tre ingredienti per provare a fare una partita perfetta e sperare di mettere al tappeto la squadra più forte del campionato. Perché se ci si allontana dal “quasi perfetto” non c’è alcuna possibilità di battere l’Ax Armani Exchange Milano. Al palazzetto torna quella che resta “la partita dell’anno” e coach Vincenzo Esposito chiede alla sua Dinamo di tirare fuori il meglio. Alle 17, dopo l’esibizione della banda della Brigata Sassari, in occasione del centenario dalla fine della Grande Guerra, riflettori accesi sull’edizione numero 42 di una delle sfide che hanno maggiormente caratterizzato questo decennio di basket in Italia. Nove vittorie in altrettante gare di campionato, un cammino in Eurolega finalmente di alto livelloa, un roster lungo e attrezzato come raramente si è visto in serie A. E anche una chimica di buon livello. Milano si presenta a Sassari con il passo del carro armato, decisa a non rallentare. Dall’altra parte, il Banco di Sardegna ha sfruttato nel migliore dei modi la sosta, mettendosi alle spalle il buco nero del mese di novembre (5 ko di fila tra campionato e coppa). Le vittorie esterne sui campi di Bologna e Groningen hanno riportato fiducia e tranquillità, soprattutto perché ottenute grazie a prestazioni che hanno ricordato la Dinamo scintillante apprezzata tra settembre e ottobre. «Milano non ha bisogno di presentazioni – ha detto Esposito –, sappiamo tutti che è stata costruita per fare bene in campionato ed Eurolega, sappiamo che tipo di campionato sta disputando. Dobbiamo giocare al massimo. Veniamo da un momento discreto dopo la pausa quindi entreremo in campo con la volontà di restare attaccati alla partita. L’Armani è una squadra lunga, fisica e con grande talento, noi però abbiamo dimostrato nei nostri momenti migliori di potercela giocare con tutti. Loro sono bravi a punire ogni minimo sbandamento, motivo per il quale l’aspetto difensivo è molto importante». Milano arriva dall’ottima prova sul campo del Fenerbahce, capolista dell’Eurolega, e si prepara al solito massiccio turnover. Per frenare la squadra di Simone Pianigiani, come detto, la Dinamo dovrà sfoderare le proprie armi migliori. «Dobbiamo continuare a combattere sotto i tabelloni – dice Esposito –, cosa che stiamo facendo bene, anche perché questo ci permette di giocare a un ritmo più congeniale al nostro. Per non pagare dazio a livello fisico, soprattutto dentro l’area, non possiamo pensare di disputare una partita a ritmi bassi. Se riusciremo a contenere ancora il numero delle palle perse e se saremo bravi a giocare in situazioni dinamiche in attacco, con le letture giuste, per facilitare l’esecuzioni dei giochi, potremo restare in partita per poi sperare in qualcosa. Lo dico ancora una volta: ci serve una prova quasi perfetta, e la fiducia non ci manca».

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