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il personaggio 

Riecco Hatcher: «Siamo ancora vivi»

Il riscatto dell’americano: «Non mi abbatto e non mi esalto mai»

PISTOIA. «Faccio il giocatore di basket professionista da 12 anni e credo in me stesso più di chiunque altro al mondo. Per abbattermi o per esaltarmi ci vuole ben altro». Will Hatcher “lucida” il suo ventello, segnato in 18 minuti, ma non ne fa una questione personale né una rivincita. Dopo tante partite insufficienti e un minutaggio che negli ultimi mesi è precipitato di pari passo con il rendimento, la guardia americana guarda avanti come se niente fosse. «Nessuna situazione negativa mi uccide – dice l’ex giocatore del Partizan Belgrado –, quindi non mi metto a fare i salti mortali per una buona partita. Mi alleno col massimo impegno e cerco sempre di dare il massimo, non importa per quanti minuti. Una prestazione così ci voleva? Giocare bene fa sempre piacere e mi fa piacere avere dato un contributo a questa vittoria. Stavolta è successo che ho preso ritmo e ho fatto canestro, ma la mia mentalità non cambia. Possiamo uscire da questa situazione, possiamo guardare avanti e pensare di giocare le nostre carte per i playoff».

A inizio gara la Dinamo era un po’ bloccata. Avete pensato troppo a quanto successo nelle ultime settimane? «Non credo, loro sono partiti molto bene, noi però non ci siamo spaventati e abbiamo fatto tutto quello che dovevamo
fare. La chiave è stata la difesa, perché come abbiamo sistemato alcune cose abbiamo preso in mano la gara. La settimana in ritiro ci ha permesso di lavorare tantissimo. Non siamo morti – chiude Hatcher –, abbiamo ancora fiducia e possiamo ancora arrivare ai playoff». (a.si.)

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