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Sempre la solita Dinamo: i playoff si allontanano

I sassaresi tengono testa ai campioni d’Italia ma non trovano il guizzo giusto A tre giornate dalla fine, la strada verso la seconda fase si fa sempre più in salita

SASSARI. L’impresa non è impossibile e siamo ancora ben distanti dalla necessità di un “miracolo”, ma la strada era già in salita e ora si sta facendo davvero impervia. La sconfitta interna di domenica contro l’Umana Reyer Venezia riporta la Dinamo fuori dalla zona playoff del massimo campionato di basket e soprattutto la mette ancora una volta di fronte ai suoi difetti.

Come sempre, i sassaresi sono entrati in campo lasciando sospeso nell’aria un punto interrogativo gigantesco su chi avrebbe giocato bene e chi no; ancora una volta al momento del dunque, ai biancoblù è mancato un approdo sicuro sul parquet: non un “eroe solitario” che si tuffi nella tonnara dell’area colorata senza provare a muovere la palla, ma semplicemente due spalle larghe, una mente lucida e due mani salde alle quale affidare il proprio destino. Ha mostrato di avere cuore, la squadra di Zare Markovski, e di avere abbastanza solidità per poter restare quasi sempre in partita nonostante percentuali negative al tiro e un metro arbitrale che ha lasciato parecchio a desiderare.

E a proposito della direzione di gara, che è ovviamente una variabile che fa parte del gioco, se il Banco di Sardegna ha dimostrato in campo di avere cuore (il recupero da -11 a -4 nei minuti finali lo conferma), d’altro canto non è riuscita a incanalare nei binari giusti la rabbia per alcune decisioni palesemente errate. Singoli episodi che anziché scatenare una reazione d’impeto, se non di rabbia, nelle azioni successive fanno perdere fiducia alla squadra, che perde smalto in difesa e va a incartarsi in attacco.

L’assenza di leadership e di cattiveria agonistica sono d’altronde i difetti strutturali (ben più dannosi dell’assenza di un vero cambio nel ruolo di ala piccola o dello scarso atletismo delle guardie, per esempio) sui quali si dibatte ormai da mesi, e senza i quali oggi la Dinamo avrebbe parecchi punti in più.

Invece, a tre giornate dalla fine della stagione regolare, tra una recriminazione e l’altra, i ragazzi di Markovski si trovano costretti a presentarsi in Irpinia domenica senza vie d’uscita: battere la Sidigas, terza forza del campionato, sperando che
la squadra di coach Sacripanti non sia concentrata al cento per cento su questo impegno, che cade a metà tra l’andata e il ritorno della finale di Europe Cup, contro Venezia. Non serve un miracolo, per ora, ma una prestazione ai limiti della perfezione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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