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Dinamo a caccia del lungo: arriva Landale?

L’australiano uscito da Saint Mary’s è una delle piste, per completare il roster servono due centri stranieri e un italiano

SASSARI. Il mercato della Dinamo è un fuoco che arde nascosto sotto la cenere, la certezza della Fiba Europe Cup lo ha corroborato ma per la fiammata finale, sebbene particolarmente attesa, si aspetta il momento giusto. L’occasione giusta.Riepilogo d’obbligo, anche se ormai ben noto: ai riconfermati Devecchi (Cap), Polonara, Spissu, Pierre e Bamforth, post rescissioni operate con Stipcevic e Tavernari, sono stati aggiunti il playmaker Jaime Smith, l’ex Pistoia Terran Petteway e il tandem italiano Gentile Magro.

Al completamento del puzzle – come da significativa grafica caricata sulla home page del sito internet ufficiale della società sassarese – mancano ancora tre tasselli, tre lunghi nello specifico di cui uno italiano e due stranieri. L’ultimo nome entrato in circolo nel magmatico ribollire del basket mercato è quello di Jock Landale, rimbalzato fra le piazze virtuali della palla a spicchi, prodotto made in Australia da 211 centimetri uscito da Saint Mary’s che alla Summer League di Las Vegas in maglia Atlanta Hawks ha registrato medie da 3.8 punti e 4.8 rimbalzi.

Un’idea suggestiva e interessante, certamente valutata o da valutare, sempre che la pista porti sino alla terra dei canguri per risolvere il rebus che al momento avvolge il ruolo del centro.Erano circolati anche i nomi degli Usa Ryan Kelly e Rashawn Thomas, ma nessuna delle due soluzioni sembra essere stata praticata e praticabile. Lungo italiano, sussurro è vecchio di settimane anche se mai sopito, e ancora in attesa di conferma/comunicato, è quello dell’ex Udine Ottomane Diop: 18enne senegalese passaportato italiano e promessa già in gran parte mantenuta del basket nostrano.

Il dg Federico Pasquini, in accordo con coach Vincenzo Esposito, aspetta di assestare i due colpi d’oltre, con il necessario sguardo rivolto al calendario ma la necessaria consapevolezza che, per un ruolo fondamentale come quello di totem sotto plancia, si può ragionare a lungo per evitare errori di valutazione e regalare al roster due corazzieri a difesa (e all’attacco) del canestro. E se qualcuno ancora sogna

– in maniera mostruosamente proibita date le contingenze – l’arrivo di un secondo Gentile in piazzale segni (Alessandro) – tutto resta in pieno divenire, fra pochi punti di riferimento e nomi che sino a nero su bianco da contratto restano figurine staccate dall’album biancoblù.
 

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