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il personaggio 

Il jolly Gentile: «Faccio tutto senza problemi»

L’esterno è già protagonista: «Nel basket moderno bisogna sapersi adattare»

OLBIA. Solido e “cattivo” in difesa, una specie di bostik a rimbalzo, lucido e propositivo sull’altro lato del campo. Stefano Gentile, giocatore uno e trino, incarna alla perfezione il “modello Esposito”: l’esterno proveniente dalla Virtus Bologna nella mente del coach biancoblù è un jolly da mettere sul piatto in tre ruoli diversi.

Dalla cabina di regia, dove con Smith, Bamforth e Spissu c’è solo l’imbarazzo della scelta, sino allo spot di ala piccola. «Ma il basket moderno è questo – dice il figlio maggiore del leggendario Nando –, bisogna fare di tutto, adattarsi alle esigenze della squadra e alla tipologia di avversario. In queste prime due amichevoli abbiamo affrontato due squadre dalla struttura profondamente differente tra loro, è vero, ma noi comunque siamo rimasti noi stessi».

Ventidue minuti in campo sabato contro Ludwigsburg, con tanto lavoro sporco, appena due tiri dal campo e 4 rimbalzi. Dieci punti in 20 minuti nella finale contro Avellino, con ben 9 rimbalzi tirati giù. A 29 anni Gentile potrebbe diventare uno dei giocatori chiave della Dinamo 2018-’19. «Siamo soltanto all’inizio del precampionato – dice l’ex giocatore di Caserta, Trento Casale, Cantù e Reggio Emilia –, stiamo lavorando bene e anche fuori dal campo sta nascendo un buon feeling tra tutti i giocatori. Io mi trovo bene a fare tutto, se c’è da guardare il canestro non mi tiro indietro, ma
ci sono tanti giocatori con punti nelle mani, stiamo lavorando su molte possibili opzioni. La squadra è un mix che mi sembra molto interessante. L’importante è che ognuno di noi metta le proprie doti e le proprie qualità al servizio della squadra, in attacco e in difesa». (a.si.)

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