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«Torneremo al top anche in Europa»

Il nuovo ad Nicolai: «Il rapporto con Sardara? C’è un confronto continuo»

SASSARI. «Ci sono tante cose da fare e tanti progetti da implementare. Ma in questo ambiente gli stimoli per lavorare sono tantissimi». A Renato Nicolai, nuovo amministratore delegato, la Dinamo calza già a pennello. Nell’atetlier di Gavino Macciocu, durante la tradizionale prova dell’abito di ordinanza insieme a dirigenti e staff, il dirigente che in passato ha lavorato a Bologna, Ferrara, Brindisi e Torino fa il punto. «L’impressione, dal punto di vista societario, è assolutamente buona ed è stata la spinta che mi ha fatto venire sin qui in Sardegna. Sapevo che la Dinamo è una delle società più organizzate d’Italia, se non la più organizzata, sapevo che nella piazza c’è tantissima passione. Tutte cose che sto toccando con mano: c’è un coinvolgimento continuo che ti fa rendere sempre di più. Poi, certo, le cose da fare sono tantissime: sia per me, che ho voluto subito impegnarmi per conoscere a fondo questa realtà, sia per la società, che ha cambiato tanto, ha investito e ha deciso di mettere nuove figure negli uffici, non solo a livello dirigenziale. Siamo partiti implementando alcuni progetti, ad esempio Dinamo Tv, ma ci sono in ballo altre idee grandi e piccole che sveleremo via via».

Quante volte al giorno sente il presidente Sardara? «Il rapporto di interazione è continuo, in una giornata ci mandiamo mille messaggi, parliamo al telefono dieci volte: soprattutto in questa fase lui mi deve dare una mano affinché io possa dare una mano a lui. Il rapporto tra noi due nasce tempo fa dalla comune frequentazione alle assemblee di lega. Sapevo quanto sia vulcanico Stefano, perché è una persona che mette tutta la sua passione nelle cose che fa, sia sul lavoro che nel basket. È realmente una persona piena di idee e iniziative, la cosa che ha davvero di buono, nel bene e nel male, è che si tratta di una persona estremamente diretta. Quindi le questioni le risolvi subito, appunto nel bene o nel male».

La Dinamo ha scelto di giocare la Fiba Europe Cup, ma c’è da riconquistare qualche posizione a livello internazionale «La partecipazione alla Europe Cup è stata fortemente voluta perché volevamo restare in Europa, con tutte le difficoltà del caso, dato che quest’anno le trasferte saranno ancora più complicate. La Dinamo vuole crescere, possiamo certamente ambire a competizioni
più importanti ma il campo l’anno scorso ha detto questo, quindi noi con grande umiltà ci presentiamo al Qualification Round. Conosco bene tante realtà europee e sono convinto che la nostra realtà possa tranquillamente stare ad alti livelli anche in Europa». (a.si.)



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