La Nuova Sardegna

Alghero

Settanta bici abbandonate ad arrugginire in garage

di Gianni Olandi
Settanta bici abbandonate ad arrugginire in garage

Acquistate dal Comune con fondi ministeriali per gli spostamenti ecosostenibili Sono passati anni senza che l’ente locale allestisse le rastrelliere e i “totem”

30 agosto 2014
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ALGHERO. Ad Alghero lo spreco di denaro pubblico viaggia su due ruote. Dopo il Palazzo dei Congressi di Maria Pia, un caso da Guiness dei primati per i 25 milioni di euro spesi senza che l’impianto sia mai entrato in funzione, adesso la Riviera del Corallo fa parlare di sè per le settanta biciclette acquistate e abbandonate da anni a fare ruggine nei magazzini del servizio Manutenzioni del Comune. Le bici facevano parte di un progetto del ministero dell’Ambiente al quale all’epoca, con la giunta guidata da Marco Tedde, il Comune aveva aderito. L’obiettivo del ministero era virtuoso: stimolare i Comuni, finanziandoli, a favorire il risparmio energetico e il trasporto ecosostenibile. Il progetto prevedeva cinque stazioni e relativi Totem, rastrelliere, postazioni in piazza Sulis, Lido, Stazione ferroviaria, Fertilia e Scalo Tarantiello.

L’operazione era semplice: con una carta prepagata si ritirava la bici e, esaurito l’uso, la si poteva riposizionare in una delle stazioni. L’idea era stata ampiamente condivisa e se ne attendeva la realizzazione. Una città turistica che favorisce la circolazione delle due ruote, e quindi riduce il traffico estivo delle auto, rappresenta un riferimento in linea con le politiche ambientali.

Nel caso algherese si tratta anche di una città che ha impegnato risorse importanti per la realizzazione di piste ciclabili entrando spesso in rotta di collisione con commercianti e ristoratori per l'eliminazione di un consistente numero di parcheggi, come nel caso della via Lido.Il progetto delle bici era quindi arrivato nel posto giusto e nel momento giusto. Il ministero dell’Ambiente aveva concesso un finanziamento di 120 mila euro. Le bici erano arrivate e subito sistemate in magazzino in attesa della sistemazione di rastrelliere, stazioni e Totem che però sono rimasti nelle buone intenzioni. Questo anche per le vicissitudini politiche e amministrative del Comune.

Vale la pena di ricostruire le due vicende parallele. Una volta arrivato ad Alghero, il percorso del “Bike Sharing”non decolla perché nel frattempo si sgretola la maggioranza di centro destra e arriva la crisi della giunta Tedde. Progetto e bici restano in sala di attesa anche durante la gestione del cCommissario Casula, ma non hanno più fortuna con la successiva amministrazione comunale guidata da Stefano Lubrano che lo tiene nei cassetti e non lo rende operativo. Poi, la storia è ormai recente, anche nel centrosinistra dopo 18 mesi di governo arriva il momento della crisi. Non succede niente neppure con l’ultimo commissario regionale, Antonello Scano, che accompagna la città alle elezioni del giugno di quest’anno. Le settanta bici restano così nei magazzini delle Manutenzioni e ora sarà l’amministrazione guidata da Mario Bruno a doversene occupare.

Potrebbe essere il momento giusto. L’utilizzo delle due ruote quest'anno ha infatti registrato in città un vero e proprio exploit, con la nascita di diverse attività di noleggio per tutte le tasche, con tariffe che vanno dai 5 ai 7 ai 12 euro al giorno, trovando gradimento soprattutto tra i turisti, in particolare stranieri, abituati a muoversi nelle città di provenienza con l’uso meno impegnativo della bici. Le due ruote sono quindi diventate anche un affare commerciale che sembra abbia dato risposte concrete agli imprenditori che hanno investito nel settore. Una ragione in più per il Comune, a caccia di risorse al punto da avere adottato la tassa di soggiorno, per rendere produttive quelle settanta che ha in magazzino.

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