La Nuova Sardegna

Alghero

All’Hotel Bellavista lo spettro dell’inverno

di Sergio Ortu

Nessuna soluzione nel breve per le giovani mamme che occupano l’edificio tra mille disagi

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ALGHERO. Non si profila nell'immediato ancora nessuna soluzione per le giovani mamme che dal 21 marzo scorso, in preda alla disperazione, hanno occupato l'hotel Bellavista di Fertilia. Sono passati dunque già oltre sei mesi, tra mille difficoltà, in una struttura che sebbene chiusa da poco tempo è ovviamente priva di corrente elettrica e acqua. L'amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Bruno, com'è noto, si è subito prodigata dal suo insediamento nel cercare soluzioni per l'emergenza abitativa in città e per trovare sistemazioni alternative alle tante famiglie che avevano occupato vari edifici pubblici. Purtroppo non è facile reperire risorse subito e ancor di più realizzare in "quattro e quattro otto" delle palazzine popolari. Il sindaco Bruno e la sua giunta hanno quindi pensato ad un’ipotesi a medio termine, e cioè ad un bando per coinvolgere gli imprenditori edili cittadini e quindi cercare di acquistare parte degli appartamenti invenduti. Nel frattempo ci si muove nell'emergenza. Al Bellavista di Fertilia inizialmente erano sei le mamme con relativi figli e un uomo. Ora diventate cinque di cui due minori. Per fortuna l'assessorato ai servizi sociali guidato da Nina Ansini è riuscito a trovare una sistemazione alla mamma di un minore disabile. «E' stato estremamente difficile operare in un contesto sociale così problematico e con poche risorse – commenta l'assessore Ansini – ma siamo riusciti almeno per il minore disabile e la sua mamma a trovare una sistemazione provvisoria fino a gennaio. Purtroppo gestire l'emergenza con risorse blindate in capitoli di spesa da utilizzarsi per specifiche finalità non è facile. Stiamo comunque lavorando ad una soluzione almeno tampone per non far passare l'inverno dentro l'albergo Bellavista agli attuali occupanti». Fortunatamente il tempo e le temperature miti alleviano i disagi. Ma stare al buio appena tramonta il sole non è facile. «Abbiamo reso la struttura un minimo accogliente - spiega l’unico inquilino uomo del Bellavista – usiamo l'acqua riempiendo bidoni alla fontana dei giardini o utilizzando l'acqua di irrigazione delle aiuole, ma il problema più grosso resta il buio. Il silenzio cala e soprattutto per i bambini non è certo un bel vivere. Ma da qui non possiamo andarcene non abbiamo soldi per un affitto e qualche lavoro saltuario ci consente solo di campare. Abbiamo paura dell'inverno senza corrente elettrica e del freddo». Anche il Comitato di quartiere chiede con forza una soluzione. «Siamo solidali con le famiglie – commenta Luciano Solinas – e chiediamo con forza che il Comune trovi una soluzione al più presto. Anche per evitare il perpetrarsi di una situazione di illegalità. L'occupazione abusiva potrebbe infatti essere risolta con lo sgombero coatto se la Procura dovesse dare seguito alla denuncia dell'attuale società concessionaria dell'albergo».

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