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Alghero, il residente più anziano del palazzo bruciato: «Anche a Natale fuori da casa»

Nicolino Doro, sassarese, 90 anni
Nicolino Doro, sassarese, 90 anni

L’ultima volta le sue dichiarazioni avevano indispettito il sindaco Mario Bruno, perciò questa volta lo precisa subito: il Comune non c’entra

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ALGHERO. L’ultima volta le sue dichiarazioni avevano indispettito il sindaco Mario Bruno, perciò questa volta lo precisa subito: il Comune non c’entra. Ma il natale di Nicolino Doro, e di sua moglie Olga Cubeddu, che dal 19 luglio non hanno più una casa, è un lungo elenco di enti, istituzioni e persone dalle quali si aspettavano di più. L’ex carabiniere, il decano degli inquilini dello stabile tra via Vittorio Emanuele, via Josto, via Mazzini e via Botticcelli devastato dall’incendio di mezza estate, è deluso, arrabbiato e amareggiato.

Ha 90 anni, una casa di proprietà, comprata sette anni fa con i soldi messi da parte in una vita di sacrifici, e un affitto da pagare. Tra locazione e bollette, spende quasi 700 euro al mese. «Non è giusto, noi una casa ce l’abbiamo, ma nessuno ci aiuta né ci mette in condizione di rientrarne in possesso», dice Nicolino Doro, sassarese di nascita e algherese praticamente da sempre. Anziché a Babbo Natale, la sua letterina l’ha scritta a Papa Francesco.

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Un’altra lettera, invece di indirizzarla a Gesù Bambino, l’ha spedita al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Da Roma in giù, l’elenco delle missive inviate è lungo: l’ultima l’ha recapitata via fax alla Procura della Repubblica di Sassari per chiedere che «a fare le spese di quel rogo siano i responsabili e non gli inquilini, costretti a subire la beffa oltre al danno di cui sono vittime», come scrive in quattro pagine scritte a mano e trasmesse con la preghiera che finiscano nelle mani del procuratore Gianni Caria. I soldi c’entrano relativamente. È una questione di principio. Se non hanno ricevuto sostegno per l’affitto dell’appartamento in cui si trovano, in una piccola via tra la Mercede e Sant’Agostino, è perché tutto sommato se lo possono permettere, come avevano detto a suo tempo anche i figli per cercare di blandire le accuse dell’anziano.

«Per noi non c’è tutto questo tempo da attendere, siamo vecchi e vorremmo riavere la nostra casa», conferma Nicolino Doro alla vigilia di Natale. Sua moglie Olga, 85 anni, la prende con maggiore filosofia e cerca di placarlo, ma nel clima dolciastro di questi giorni il suo sfogo è amaro e fa capire che l’affitto è un aspetto marginale.

«Ci hanno dimenticato, mio marito chiede un po’ più di attenzione – dice la signora – siamo vecchi e ci siamo sentiti lasciati soli, con la sola eccezione dei nostri figli che però non vivono qui ad Alghero». (g.m.s.)
 

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