Il centro storico non chiuderà per ferie

Quattro locali pubblici si sono alleati per impedire la desertificazione invernale di Alguer Vella

ALGHERO. «Il centro storico di Alghero non è chiuso per ferie neanche d’inverno». Quattro attività della parte vecchia della città lanciano la sfida. In mezzo a tutto questo parlare di stagione lunga, di mesi spalla, di aerei, di flussi e di eventi, c’è anche chi pensa a chi resta: agli algheresi, ai frequentatori abituali della città, che da novembre a marzo devono fare i conti con molte, troppe serrande abbassate. Ristoranti, pizzerie, bar: in certi periodi dell’anno il centro storico è come un grande palcoscenico alla fine di una messinscena. Ma c’è anche chi pensa che questa tendenza debba essere arginata, che la consuetudine possa essere invertita, che l’intrattenimento nella Riviera del corallo possa funzionare anche con il freddo, anche tra le mura della “Alguer vella”. Ne sono convintissimi i titolari della birreria San Miquel, quelli di L’altra vineria, quelli di Concept 37 e quelli della birreria di Il tocco del prete, specializzata in prodotti artigianali. Loro non chiudono mai, le attività che gestiscono sono come un’oasi per i coraggiosi che in questo periodo dell’anno hanno il coraggio di attraversare il centro e di farsi inseguire dal rintocco dei propri passi nel silenzio assordante di un quartiere che va in letargo. E da ieri hanno ufficialmente sancito la propria alleanza. L’idea è di coinvolgere anche altri. In attesa di fare proseliti, i gestori dei quattro presidi che cercano di cancellare l’idea diffusa secondo cui durante l’inverno il centro storico è praticamente off limits non stanno a guardare e si attivano. Ieri è stato messo un primo, fondamentale tassello. «Da qui in poi proporremo una serie di eventi ideati e organizzati per offrire, oltre al buon bere, qualcosa di più». Ieri il battesimo del fuoco è toccato a “Stagioni diverse. Uno sguardo introspettivo sulle derive esistenziali”, la mostra del fotografo sassarese Fabio Piccioni. Dopo l’inaugurazione al Sant Miquel, la mostra si è fatta in quattro, letteralmente, e ha trovato spazio anche al Tocco del prete, al Concept 37 e a L’Altra vineria. Il pubblico, per il quale la mostra è stato un pretesto per riscoprire piazze e vicoli della città vecchia, ha apprezzato.

«Vogliamo portare più gente possibile da queste parti – concludono i protagonisti della sfida controcorrente –, il centro storico d’inverno non solo non chiude, ma è vivo e pulsante». Senza trascurare un altro fatto. «In questo modo diamo la possibilità a giovani artisti di mettersi in luce e di ritagliarsi un proprio spazio e un proprio pubblico». Le sfide, al plurale, sono lanciate. (g.m.s.)

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