Parco da golf a Maria Pia, ok degli esperti ambientali

Marta Visentin, consulente Federgolf: farò un rapporto con parere positivo Ieri l’ispezione nell’area che dovrebbe ospitare il progetto dell’agronomo Musilli

ALGHERO. «Il progetto del “Congressional Park Stadium” a Maria Pia si potrebbe inserire benissimo nel contesto, valorizzando il territorio e naturalizzando luoghi che si trovano in una grave situazione di degrado, tra la presenza di discariche e quella di posidonia e sabbia».

L’idea di realizzare ad Alghero il primo parco pubblico da golf in Italia ha la benedizione degli esperti ambientali. Ieri Marta Visentin, da vent’anni consulente ambientale della Federazione Italiana Golf come naturalista, ha ispezionato l’area che dovrebbe ospitare l’idea tradotta in progetto da Gianluca Musilli, agronomo con master in Progettazione, costruzione, gestione e manutenzione di parchi da golf, esperienze professionali in prestigiosi impianti europei e un periodo di studio e lavoro alla Ohio States University, Usa. La sua idea è di trasformare quella landa desolata di Maria Pia in un parco pubblico con percorsi ciclabili, sentieri per il running, camminamenti pedonali, aree verdi di libera fruizione e diciotto buche per il golf. Il mese scorso ha protocollato il progetto in Comune per conto di Alghero Park Country, associazione senza scopo di lucro che raduna ottanta appassionati di golf. Già promossa dalla Federgolf, ora l’iniziativa ha la benedizione della sua consulente ambientale. «Presenterò un rapporto in cui esprimerò senz’altro un parere positivo», annuncia la naturalista che si è confrontata tra Maria Pia, il PalaCongressi e il Calich con Roberto Barbieri, delegato regionale di Legambiente. «Con loro siamo alleati in un progetto per il marchio “Biogolf”, che coinvolge anche Federparchi, Fondazione Universe, Golf Foundation, Federgolf e Istituto per il credito sportivo – rivela – con l’obiettivo di attribuire ai campi con determinati requisiti un marchio che ne attesti la compatibilità al contesto naturale circostante».

Il “Congressional Park Stadium” di Maria Pia può sicuramente ambire a entrare nell’élite, se e quando il progetto troverà la forza di superare tutti i passaggi politici, burocratici e finanziari che per ora lo declassano alla categoria “sogni”. Gianluca Musilli ha lavorato in Scozia, all’“Old Course” di Saint Andrews, percorso da golf fruibile anche come parco pubblico. La “mecca” dei golfisti, prima nel ranking mondiale, seicento anni di storia, che ha ispirato l’idea per Maria Pia di un “progetto prioritario di pubblica utilità”. Golf per tutti, 280 euro all’anno, in una struttura realizzata con soldi pubblici come ogni altro impianto: piscine, palestre e campi. Otto milioni di euro per trasformare in cinque anni quei 43 ettari quasi tutti pubblici in un’oasi. Irrigati con le acque reflue depurate, integrati al polo congressuale, dedicati ad altre attività sportive e alla pubblica fruizione, zero impatto ambientale, gestiti come un impianto pubblico. Nella visione dell’Alghero Park Country, lo Stadium creerebbe 160 posti di lavoro subito e darebbe il la alla realizzazione del polo golfistico “Riviera del corallo”, che con quattro o cinque campi garantirebbe un migliaio di occupati. «L’impianto costituirebbe un valore aggiunto anche in bassa stagione per lo straordinario patrimonio storico, culturale, ambientale di Alghero – è l’ultima considerazione di Marta Visentin – che garantirebbe la possibilità di flussi turistici e sviluppo in modo diretto e indiretto».

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