Lingua algherese a scuola, iter difficile

La Consulta scrive alla Regione: «Le linee guida non hanno applicazione pratica»

ALGHERO. Il percorso per arrivare all'insegnamento della lingua catalana di Alghero nelle scuole è ancora irto di difficoltà. La Consulta Cívica per les Polítiques Lingüístiques dal Català de l'Alguer in questi mesi ha svolto una continua attività di sensibilizzazione tra le famiglie e tra le Istituzioni per sostenere l'opportunità di legge, rilevando una serie di problematiche che sono state riassunte in un documento approvato dall'assemblea il 6 aprile scorso.

Le dodici associazioni che compongono la Consulta hanno riscontrato diverse difficoltà che di fatto hanno ostacolato l'avvio del progetto: «I due riferimenti normativi, la suddetta legge regionale 22/2018 e le linee guida 44/35 del settembre 2020 – ha evidenziato il presidente della Consulta, Giovanni Chessa – contengono previsioni che dovrebbero essere affinate o perlomeno oggetto di chiarimenti. Le linee guida, in particolare, ratificate nel protocollo di intesa siglato tra assessorato alla pubblica istruzione e ufficio scolastico regionale, che stabiliscono i criteri e le modalità di organizzazione e svolgimento delle attività di insegnamento delle lingue delle minoranze storiche in Sardegna, non trovano attuazione pratica».

La Consulta chiede alla Regione di intervenire affinché le scuole possano avere una panoramica chiara delle modalità organizzative di svolgimento delle lezioni. Lo ha fatto con una nota indirizzata al Comune affinché porti all'attenzione della Regione la necessità dell'emanazione, in tempi brevi, di un provvedimento più chiaro ed efficace. Tra le criticità evidenziate dal presidente Chessa c’è il fatto che l'opzione per l'insegnamento del sardo, del catalano di Alghero, del sassarese, del gallurese e del tabarchino, è espressa dai genitori al momento della iscrizione. Ciò vale per il triennio della scuola dell'infanzia, per il quinquennio della scuola primaria, per il triennio della scuola secondaria di I grado e per tutto il ciclo della scuola secondaria di II grado. «Secondo le norme in merito - conclude Chessa - questa opzione può essere modificata all'inizio di ciascun anno scolastico ma nella modulistica relativa alle (pre)iscrizioni messa a disposizione dalle scuole, ad esempio, non è stata inserita in alcun modo la possibilità per i genitori di esprimere o meno la scelta in questione». (n.n.)



WsStaticBoxes WsStaticBoxes