Beni della mafia, decide la giunta

All’attenzione dell’esecutivo il regolamento per la destinazione d’uso di due immobili confiscati 

ALGHERO. Approderà domani in giunta comunale il regolamento che riguarda l’inquadramento della gestione dei beni confiscati alla mafia, negli anni scorsi, nel territorio di Alghero. Nei 28 articoli, di cui si compone il regolamento, vengono disciplinati la procedura, le modalità, i criteri e le condizioni per la destinazione e l'utilizzo dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, ai sensi della Legge 109/96, facenti parte del patrimonio indisponibile del Comune. Nello specifico si tratta di due appartamenti sequestrati alla mafia e trasferiti al Comune dall’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione di beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che si trovano nello stesso stabile nella zona del Lido. L’ipotesi più probabile è che diventino una casa di accoglienza per donne vittime di violenza domestica, per allontanarle da contesti pericolosi.

A seguire il procedimento sono gli assessorati demanio e patrimonio e servizi sociali. Il regolamento, con il quale sono stabilite le linee guida, in ordine alla destinazione dei beni immobili confiscati, prende corpo con la linee di indirizzo in cui sono individuati in concreto gli obiettivi di interesse pubblico che il Comune intende perseguire con l'impiego dei singoli beni confiscati. «Il riutilizzo ai fini sociali contro ogni forma di criminalità rappresenta un esempio di civiltà – ha detto il sindaco Mario Conoci – e che trasformare il frutto di condotte illecite ed antisociali in azioni a servizio della comunità attesta l'affermazione dei principi di legalità su ogni forma di criminalità».

Per quanto riguarda l’uso sociale, l'insieme di regole di cui si doterà l'amministrazione prevede che l'immobile sia destinato ad attività al servizio del territorio, al fine di attuare politiche di promozione sociale, culturale, ambientale, della legalità e della sicurezza, creando opportunità di sviluppo e di lavoro, per combattere il disagio sociale, l'emarginazione e la disoccupazione. "È inoltre oltremodo meritorio - afferma l'assessore ai servizi sociali Maria Grazia Salaris - che la restituzione alla collettività dei beni confiscati avvenga attraverso la gestione di tutti i beni da parte delle organizzazioni di volontariato, le cooperative sociali ed il mondo del terzo settore in genere, tutti soggetti che svolgono una funzione sociale, culturale e solidaristica di fondamentale importanza per l'intera comunità».

L’ufficio preposto ad occuparsi dei beni confiscati alla criminalità organizzata e di tutte le problematiche inerenti la concreta applicazione della Legge 109/96 è il Servizio Patrimonio, che opera con il supporto di tutti i settori comunali e, in questo caso, con i Servizi Sociali.

«Il regolamento – ha precisato l’assessore al Demanio e Patrimonio Giovanna Caria - prevede che potrà costituirsi una Unità operativa specifica, composta da personale inquadrato ai vari livelli dell'ente, per l'esplicitazione di tutte le operatività ed eventuali problematiche ed interpretazioni inerenti all'applicazione della Legge 109/96».

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