Palazzo distrutto dal fuoco ad Alghero: «Facciamone uno nuovo»

In consiglio comunale la proposta di Mulas per le 51 famiglie senza casa da 4 anni. Molti degli ex condomini di via Vittorio Emanuele preferirebbero un risarcimento 

ALGHERO . Un nuovo palazzo in sostituzione di quello in via Vittorio Emanuele che quattro anni fa ha subito dei gravi danni a causa di un incendio divampato nello scantinato adibito a deposito da parte di Risparmio Casa.

La proposta che era nell’aria da un po’ di tempo, sarà portata all’attenzione del consiglio comunale dal presidente della commissione comunale ambiente Christian Mulas. Una proposta chiaramente tutta da valutare anche perché sulla vicenda ci sono in ballo ancora due processi distinti: uno civile per quantificare il risarcimento per le 51 famiglie che hanno perso la casa, ma anche per la Sofingi, società costruttrice, e il Banco di Sardegna che ha l’ipoteca sugli immobili Sofingi per il 65% delle quote condominiali; poi c'è un processo penale nei confronti dell’ex amministratore del condominio Pirisi al quale i condomini chiedono di giustificare la somma di 350mila euro che avrebbe utilizzato per lavori di messa in sicurezza che, a detta degli stessi condomini, non sarebbero stati eseguiti.

Dunque una vicenda che potrebbe riservare dei colpi di scena. Quello che sinora è stato appurato con certezza è che l’incendio, il 18 luglio di quattro anni fa, è divampato a causa di un mozzicone di sigaretta che un cliente di Risparmio Casa aveva gettato nella grata all'ingresso del negozio. Sotto la grata, nel sottopiano utilizzato come deposito della merce dalla stessa Risparmio Casa, c'era del materiale infiammabile che ha alimentato le fiamme che hanno bruciato il sottopiano, il piano terra e gran parte degli appartamenti posti ai primi piani.

Quattro anni di attese snervanti per chi, come Sabrina, Mirko e altre persone, hanno investito i loro risparmi per avere una casa. Il nuovo palazzo, se mai dovesse andare a buon fine la proposta di Mulas, dovrebbe sorgere nell'area vicina al Liceo Scientifico e alla scuola media in via XX Settembre, poco distante dalla posizione originaria. La proposta però non convince tutti i condomini, come Sabrina e molti altri che chiedono il risarcimento. «Una volta ricevuto il risarcimento – ha detto Sabrina Calvia – deciderò dove acquistare l'eventuale nuova casa».

Di contro, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, nelle vesti di presidente della commissione ambiente, dice che si farà «promotore di un ordine del giorno da portare in consiglio comunale con cui proporre un meccanismo di permuta di terreni tra l'amministrazione comunale e la società costruttrice Sofingi. Basterebbe trovare un’area comunale da cedere in cambio del terreno su cui oggi sorge il palazzo bruciato. Da un lato la proprietà potrebbe ricostruire altrove, grazie all’intervento delle compagnie assicurative; dall'altro il Comune, una volta demolito il palazzo, potrebbe realizzare in quell’area, all'ingresso della città un nuovo parcheggio». Secondo Christian Mulas «non solo si riqualificherebbe l’area, ma si potrebbe andare oltre, con un parcheggio – conclude – servito da un servizio navetta verso il centro».

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