La maggioranza si ricompatta in aula

Rendiconto approvato con 14 voti ma restano le frizioni con Forza Italia e FdI

ALGHERO. Rendiconto approvato in poco più di due ore, maggioranza compatta (14 voti a favore), assenti i consiglieri del gruppo misto Monica Pulina e Giovanni Monti. Assente, ufficialmente per motivi di lavoro, anche l'assessore Marco Di Gangi a cui il sindaco, nei giorni scorsi, ha ritirato le deleghe assessoriali, mantenendogli il posto in giunta.

E così, quando Conoci ha comunicato in aula il ritiro delle deleghe e la centralità comunque del ruolo di assessore per Di Gangi, l’interessato non ha potuto o forse voluto comunicare niente. Non è passato inosservato l'intervento del consigliere Christian Mulas, capogruppo dei Fratelli d'Italia, il quale ha chiesto scusa per la lettera irrituale dell'assessore Di Gangi con la quale ipotizzava la presunta incompatibilità del presidente della Fondazione Alghero, Andrea Delogu, uomo di punta di Forza Italia e molto vicino all'ex sindaco Marco Tedde. Incompatibilità che non esisterebbe secondo la segretaria generale del Comune di Alghero. La quale però, afferma Mario Bruno, leader dell'opposizione dice anche che «la materia è delicata e complessa, per cui spetta all'Anac il compito di dire l'ultima parola, insieme al dirigente che sovrintende la prevenzione della corruzione, il quale può agire in diversi modi». Il tema però - dice Bruno - «è politico: assistiamo a un sindaco che non ha il coraggio di revocare l'assessorato a un assessore a cui toglie la delega per mancanza di fiducia. I motivi sono nel rendiconto: gli unici risultati raggiunti nei settori di Di Gangi sono ascrivibili alla Fondazione Alghero e quelli mancati alla scarsità di risorse che la giunta ha destinato all'assessorato di Di Gangi e alla non condivisione collegiale del suo operato. C'è scritto così: nero su bianco. Siamo certi che l'assessore andrà fino in fondo e probabilmente anche il suo partito, messo ai margini».

A settembre si aprirà così una fase complicata, con Forza Italia che da tempo chiede più spazio, il gruppo misto che egualmente rivendica il proprio e altri gruppi della maggioranza che invece potrebbero essere ridimensionati. E poi c'è Fratelli d'Italia che deve affrontare le questioni di il problema di un capogruppo che non risponderebbe più al partito e di un assessore senza deleghe che non risponderebbe più al sindaco. Una matassa difficile da sbrogliare per Conoci. (n.n.)



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