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Malumore tra i pescatori di Alghero: «Il Parco non ci ascolta»

L’ultimo incontro avvenuto a Casa Gioiosa non è servito a trovare un accordo Mura (Banchina Millelire): «Vogliamo un nostro rappresentante nell’Amp»


08 giugno 2022 di Nicola Nieddu


ALGHERO. I pescatori della piccola pesca artigianale non sono soddisfatti dopo l'ultimo incontro avvenuto a Casa Gioiosa (sede dell'Area Marina Protetta di Capo Caccia - Isola Piana) la scorsa settimana. Una riunione alla quale hanno partecipato, oltre a un nutrito gruppo di pescatori, anche i vertici dell'Ente Parco di Porto Conte - Area Marina Protetta e le due commissioni comunali Ambiente e Attività produttive.

Carmelo Mura, vice presidente dell'associazione di pescatori Banchina Millelire, ha evidenziato che «sono stati posti diversi quesiti molto precisi. Il primo tema è quello concernente le restrizioni indicate nel disciplinare attuativo ora in vigore, che per i pescatori sono eccessive e non giustificate adeguatamente, in quanto la riproduzione delle specie contrasta con le restrizioni ora imposte». Quello che i pescatori algheresi non accettano è la mancata concertazione. «Ad oggi – evidenzia Mura – non abbiamo ancora avuto risposte. Dobbiamo ragionare e trovare risposte alla luce delle nostre difficoltà».

Il vicepresidente dell’associazione Banchina Millelire, nel corso dell'incontro di venerdì scorso, ha proposto di chiudere la pesca per tre anni: «Perché non serve a nulla, dal punto di vista biologico, chiuderla per pochi mesi». Ad esempio, secondo le ricerche fatte dai pescatori, interdire la pesca nella Baia di Porto Conte, la cosiddetta zona C, nel periodo invernale non ha senso. Quello che propongono i pescatori, invece, è l'esatto contrario: interdire la pesca in zona C nel periodo estivo e riaprirla nel periodo invernale. In questo modo in estate, con il bel tempo, i pescatori possono spostarsi verso il mare aperto, cosa che, invece, in inverno è evidentemente più difficile. Secondo Carmelo Mura la categoria dei piccoli pescatori non è ben salvaguardata, mentre «altre attività sembrano avere maggiori attenzioni. Ad esempio – si domanda Mura – perché i pescatori sportivi possono pescare e noi no?».

Altro tema sul quale i piccoli pescatori artigianali algheresi puntano è quello di avere «un rappresentante all'interno del consiglio d'amministrazione dell’Area Marina Protetta, come esiste un componente delle associazioni ambientaliste. Anche su questo punto non abbiamo avuto risposte – prosegue Mura –. In quanto all'ipotesi di compensazioni, reperendole dai fondi già allocati dalla Regione per i pescatori di ricci, come detto da qualche rappresentante dell'Amp, siamo contrari. Sappiamo molto bene che anche loro sono in sofferenza, non vogliamo guerre di religione e sappiamo, anche, che non è un operazione possibile».

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