Carcere di Uta, stato di agitazione del personale di polizia penitenziaria

Il carcere di Uta

Forti divergenze con il direttore dell'istituto. Michele Cireddu (sindacato Uil Pa): "Gli agenti soffrono e faticano a garantire l'attività, serve l'intervento del Provveditore"

UTA. Ai ferri corti nel carcere mandamentale di Uta il personale di polizia penitenziaria che si riconosce nella sigla sindacale UIL PA e il direttore dell’istituto Marco Porcu. Il sindacato, per voce del suo segretario regionale Michele Cireddu, ha annunciato “lo stato di agitazione e l’interruzione delle relazioni con il direttore”. Dice il sindacalista: “Troppe situazioni irrisolte, troppe decisioni contrastanti per gestire casi analoghi, mancato rispetto degli accordi sindacali in maniera clamorosa negli Istituti di Uta e Isili, gestione del personale con aumento a nostro avviso inspiegabile dei rapporti disciplinari e nel frattempo nelle sezioni detentive di Uta – spiega Michele Cireddu -: gli agenti soffrono e faticano per garantire le attività, tra i numerosissimi eventi critici, chiediamo l’intervento del Provveditore”.

Non sono solo i recenti eventi critici (aggressioni agli agenti e – come riferito dal sindacalista giorni addietro - allo stesso direttore da parte dei detenuti, risse fra reclusi, tentativi di incendiare una cella) a preoccupare il sindacato, la gestione dell’Istituto sarebbe stata denunciata con una nota sindacale indirizzata al provveditore regionale Maurizio Veneziano.

Fra le presunte disfunzioni segnalate ci sono “la gestione anomala dei servizi degli agenti, violazioni degli accordi sindacali che ledono i diritti del personale, rapporti disciplinari nei confronti del personale a causa di ordini di servizio irrealizzabili che oggettivamente sembrano delle trappole dove è impossibile sfuggire”. Nel frattempo il personale faticherebbe a a garantire le attività nelle sezioni detentive a causa dei numerosissimi eventi critici.

”Con ogni utile sforzo – prosegue il segretario regionale della Uil Polizia Penitenziaria -, abbiamo cercato un dialogo sindacale chiaro, onesto e costruttivo con la Direzione dell’Istituto cagliaritano, sia in occasione delle riunioni sindacali che nelle varie note sindacali. A malincuore prendiamo atto che gli interventi richiesti, almeno per risolvere le problematiche più impellenti, sono rimasti clamorosamente disattesi. Non va meglio purtroppo neppure negli altri due Istituti gestiti dallo stesso direttore dove per situazioni analoghe sono state prese decisioni diametralmente opposte, creando dei precedenti che minano in maniera clamorosa ed inequivocabile le relazioni sindacali ed il rispetto degli accordi stipulati” .

“Considerate le problematiche irrisolte – conclude Cireddu - abbiamo dichiarato lo stato di agitazione, interrotto le relazioni sindacali con la Direzione e abbiamo chiesto una convocazione urgente al provveditore Maurizio Veneziano per il raffreddamento dei conflitti, ma in mancanza di riscontri concreti ed immediati siamo pronti ad alzare il livello della protesta”.(l.on)

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