La Nuova Sardegna

Cagliari

Il processo

Ucciso ad Assemini dopo la festa di Santa Greca: chiesta condanna a 17 anni e 4 mesi

di Luciano Onnis
Ucciso ad Assemini dopo la festa di Santa Greca: chiesta condanna a 17 anni e 4 mesi

Il delitto risale al 2024 ed era sfociato in seguito ad una lite fra ragazzi che avevano trascorso la serata insieme

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Cagliari Una condanna a  17 anni e quattro mesi di carcere sono stati chiesti  nell’udienza di questa mattina 22  gennaio in Tribunale a Cagliari dal pubblico ministero Marco Cocco per Fabio Concas 24enne di Decimomannu, accusato di aver ucciso il 28 settembre 2024 ad Assemini Alessandro Cambuca, 27 anni di Villaspeciosa.

I due facevano parte di un gruppetto di amici che dopo la serata di festa trascorsa alla sagra di Santa Greca a Decimomannu,  erano andati a dormire assieme in una casa  in via Tuveri, ad Assemini, diventata poi luogo del delitto.

All’alba era scoppiata una lite fra Cambuca e Concas, che dormivano nella stessa stanza, e il secondo aveva accoltellato il rivale. Sebbene ferito, Cambuca era riuscito a raggiungere un’altra stanza e svegliare gli altri amici che dormivano. Negli ultimi attimi di conoscenza aveva fatto il nome di Fabio Concas come l’autore dell’accoltellamento.

Il responsabile era poi fuggito, ma fu arrestato poche ore dopo a Cagliari. Nell’udienza di convalida del 2 ottobre, l’indagato si avvalse della facoltà di non rispondere. Per lui, l’avvocato difensore Franco Villa e il pubblico ministero Cocco chiesero una perizia psichiatrica per accertare le capacità mentali e se al momento del delitto fosse nelle condizioni di intendere e volere.  Il gip Giulia Tronci accolse la richiesta e affidò la perizia allo psichiatra Antonello Canu, che nella visita medica effettuata in carcere  riscontrò una possibile presenza di disturbi psichici e suggerì un approfondimento, effettuato poi dallo psichiatra forense Diego Primavera. Lo specialista stabilì invece che Fabio Concas era totalmente capace di intendere e di volere.

Questa mattina 22 gennaio, dunque, la prima udienza con la requisitoria del pubblico ministero Cocco, che al termine ha chiesto 26 anni di reclusione, con lo sconto di  un terzo di pena per il rito abbreviato: pena finale 17 anni e 4 mesi di carcere.  

Gli avvocati di parte civile Alessandro Cambuca, nonostante la giovane età era sposato e padre di due bimbi in tenera età -, gli avvocati Carlo Demurtas, Laura Pirarba e Edoardo Del Rio, si sono associati alla richiesta dell’accusa chiedendo una provvisionale di 50mila euro per la famiglia della vittima, con la cifra totale da stabilire in  altra sede.  

La  difesa dell’imputato, l’avvocato Franco Villa, ha chiesto riconoscimento della parziale incapacità e attenuanti generiche. Il giudice ha rinviato al 24 febbraio per repliche e lettura sentenza. «Siamo soddisfatti della richiesta del pm hanno detto Carlo Demurtas, Laura Pirarba e Edoardo Del Rio al termine dell’udienza – che corrisponde alle risultanze delle indagini e alla gravità del fatto. I nostri assistiti non chiedono una pena esemplare, ma una pena giusta, e ci pare che le conclusioni dell'accusa abbiano accolto questa istanza».

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