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Cagliari

Il traguardo

Il paese in festa per i cento anni di Tzia Vitalia Usai

Il paese in festa per i cento anni di Tzia Vitalia Usai

A pranzo e a cena beve mezzo bicchiere di vino rosso che «fa buon sangue»

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Villanova Tulo Festa grande a Villanova Tulo, il paese del Sarcidano, ai piedi del colle di San Sebastiano, sulla sponda destra del fiume Flumendosa, che segna la linea di confine tra la Città Metropolitana di Cagliari e la provincia di Oristano e la Barbagia di Seulo e l' Ogliastra: nel centro ricreativo -sociale di via Tosarelli hanno celebrato il centesimo compleanno di Vitalia Usai.

La neo centenaria terzogenita dei quattro figli di Marietta Marongiu, casalinga, e Raimondo, falegname, carbonaio e bracciante agricolo, è nata a Villanova Tulo il 4 ottobre 1926 in una modesta abitazione della via San Sebastiano, nel rione di Palla 'e Nuraxi. L'infanzia di tzia Vitalia è stata segnata da un evento traumatico: la prematura morte della madre avvenuta nel 1930. Nonostante abbia frequentato solo le prime due classi della scuola elementare ha imparato a leggere, scrivere e fare di conto. Ha conseguito la licenza elementare, indispensabile per poter presentare la domanda da bidella (collaboratrice scolastica) dopo aver frequentato la scuola serale, nel 1974, all'età di 48 anni. Nonna Vitalia, già da bambina, si è resa utile in casa: ha badato ai fratelli e ha aiutato Stefania Piras, la matrigna, la donna che il padre aveva sposato in seconde nozze.

La neo centenaria ha messo al mondo quattro figli dei quali solo tre sono ancora in vita: Maria, Giovanni, Argia. L'altro figlio, Nicolino, promettente calciatore e operaio edile, è morto nel 1981 in un incidente stradale nella periferia di Roma, città dove era emigrato per motivi di lavoro. Proprio lì in via del Casale Rocchi, nella zona di Pietralata-Casal Barriera, è stato intitolato un campo di calcio. La morte dell’amatissimo figlio ha segnato profondamente la donna, che è riuscita a superare il dramma grazie alla fede in Dio.

Tzia Vitalia ha lavorato instancabilmente giorno e notte per non far mancare il necessario ai figli. Di giorno faceva l'imbianchina (tinteggiava le case), e la bracciante agricola, e di notte l'impagliatrice (realizzava e riparava il fondo alle sedie). Saltuariamente, poi, ha anche fatto la bidella. Nonostante gli impegni gravosi settimanalmente panificava in casa e curava l'orto familiare che produceva una grande varietà di ortaggi e frutti freschi, e il pollaio.

La neo centenaria, tutto sommato, gode di buona salute ed è quasi del tutto autosufficiente. Vive con il figlio Gianfranco e la nuora Angela. Ha sempre mangiato di tutto ma con moderazione. A pranzo e a cena ha sempre bevuto e beve mezzo bicchiere di vino rosso, che «fa buon sangue», dice. Nonna Vitalia ha sei nipoti e sei pronipoti che adora e con i quali ha un legame speciale. Ai festeggiamenti ha partecipato quasi tutto il paese con in testa il sindaco Alberto Loddo e l'ex amministratore parrocchiale don Albino Lilliu. (Gian Carlo Bulla)

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