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Alla ricerca della calamita perduta: nuoresi pazzi per la caccia al tesoro

di Diego Demurtas
Alla ricerca della calamita perduta: nuoresi pazzi per la caccia al tesoro

L’idea di Marco Puddu riporta il gioco tra piazze, vicoli e parchi della città

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Nuoro Sono diventate l’oggetto più ricercato dell’estate nuorese. Si tratta di particolari calamite che raffigurano segnali di indicazione stradale, scorci di centri abitati e località di tutta la Sardegna. Queste calamite sono l’ambito premio per i vincitori di una grande caccia al tesoro, che ricorda quella dei Pokémon di qualche anno fa. Il nuovo gioco sta appassionando persone di tutte le età nel capoluogo barbaricino e non solo. Marco Puddu, creativo ideatore del gioco, ha scelto di commissionare la realizzazione delle calamite a produttori esclusivamente sardi. I pezzi sono realizzati in bioplastica, in legno e materiale metallico. Tra le più ricercate quelle che raffigurano i tipici cartelli stradali crivellati da fucilate a pallettoni che si possono osservare lungo le strade del centro Sardegna. Esistono anche delle edizioni limitate, pezzi unici che sono dipinti a mano dal loro ideatore.

Il gioco

Un video sul profilo Instagram @the_real_puddu annuncia l’imminente diffusione delle calamite in una location casuale della città: piazze, strade, parchi, vicoli. Una sola regola: il punto esatto in cui ogni singola calamita è stata nascosta non è dato saperlo. I partecipanti devono sfidarsi nella ricerca del prezioso bottino. Chi riesce a scovare le calamite ha diritto a tenerle per sé e custodirle gelosamente. C’è chi aspetta con ansia la pubblicazione del video sul social per anticipare tutti gli altri avversari e fiondarsi sul terreno della singolar tenzone. Ma anche chi, dalla penisola o addirittura dall’estero, invita amici e parenti a recuperare le calamite per sé.

L’idea

«Come mai nelle nostre case abbiamo calamite da ogni parte del mondo ma non possediamo quella della nostra città? Mi son posto questa domanda e ho deciso di creare un gioco divertente». Così Marco Puddu spiega la nascita dell’idea di produrre le calamite che sono diventate in breve tempo l’ossessione di giovani e meno giovani. «Il vero obiettivo è quello di spingere le persone a uscire di casa e tornare a un’atmosfera come quella degli anni Novanta – chiarisce Puddu –, quando si giocava per strada, si sperava di trovare la figurina mancante per completare il proprio album». Non mancheranno edizioni limitate e sorprese. Infatti, il gioco è destinato a espandersi e Marco Puddu ha in mente di ampliare il pacchetto con altri premi e nuove invenzioni. Come, ad esempio, tre calamite separate che, una volta recuperate e riunite, andranno a formare la Sardegna. «Non si comprano – ci tiene a precisare Puddu –, ogni partecipante deve sforzarsi a mettersi in gioco e misurare la propria abilità di ricercatore». La soddisfazione più grande, poi, è vedere «come da una mia idea siano usciti fuori oggetti che finiscono per diventare arredo nelle case di chi si impegna per andare a scovarli. Ricevo menzioni con le calamite attaccate fieramente sui frigoriferi, negli uffici, in qualsiasi posto. Adesso anche le società sportive vogliono riproduzioni personali, ma il bello del gioco è vincerle andando a cercarle e possibilmente arrivare prima di tutti gli altri». Prossimamente «Ho scoperto che in Sardegna abbiamo tanti abilissimi artigiani – dice Marco Puddu –, hanno dimostrato grande professionalità e ottima capacità realizzativa. Alcune attività sono interessate a una collaborazione. Vorrei esprimere tutta la mia gratitudine». Nell’immediato futuro, alle calamite già sparse per tutta l’isola, verrà aggiunta una serie prodotta in sughero. I nuovi magneti andranno a raffigurare i segnali di indicazione verso siti archeologici e nuragici. 

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