Assunzione dei precari, tensione tra i sindacati
La Cgil e la Cisal incontreranno l’assessore al Personale per firmare un’intesa Mura: «La legge ci impedisce di stabilizzarli attraverso una chiamata diretta»
NUORO. Sul caso precari i sindacati si spaccano. Mentre la Cisl e la Uil nei giorni scorsi hanno pesantemente criticato la decisione del Comune di assumere i diciassette precari storici mediante un concorso pubblico e non per chiamata diretta, la Cgil e la Cisal sembrano appoggiare la scelta dell’amministrazione.
Tra qualche giorno i segretari provinciali e le rsu dei due sindacati incontreranno l’assessore al personale Giovanni Mura per discutere insieme la delibera della giunta sui precari. «Li convocherò al più presto e mi auguro che firmeremo un’intesa – annuncia l’assessore – . Non ci sarà alcuna contrattazione con i sindacati, è ovvio, ma sono certo che approveranno lo sforzo dell’amministrazione di assumere a tempo indeterminato i precari storici del Comune. Di questi tempi, non è una cosa di poco conto».
D’altronde, per Giovanni Mura, quella del concorso riservato è una strada obbligata, dal momento che gli uffici comunali competenti hanno dato parere negativo all’assunzione per chiamata diretta. «Questa modalità è riservata dalla legge ai precari che abbiano già partecipato a un concorso pubblico per titoli ed esami. A Nuoro, invece, i precari sono stati selezionati attraverso un concorso per titoli ma non per esami. E quindi la richiesta dei sindacati Cisl e Uil non sta in piedi». Così come non starebbe in piedi, secondo l’assessore, la possibilità che al concorso partecipino, oltre a quelli comunali, i 36 precari della Provincia. «Quei lavoratori non hanno i profili richiesti dal bando di concorso. Il Comune dovrà assumere infatti assistenti sociali, educatori e amministrativi. E, a parte queste ultime figure professionali, tra i precari della provincia non ci sono né assistenti sociali né educatori».
Nel frattempo gli uffici comunali si stanno occupando della proroga dei contratti a termine che scadono domani. «Le risorse finanziarie ci sono e gli uffici comunali, d’altra parte, non possono fare a meno di queste figure professionali», conclude Giovanni Mura.
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