La Nuova Sardegna

Nuoro

Tasi, in arrivo una stangata da oltre un milione di euro

di Tito Giuseppe Tola
Tasi, in arrivo una stangata da oltre un milione di euro

La denuncia della minoranza: «La giunta vuole applicare l’aliquota massima» Congiu: «Il Comune di Macomer non ha soldi per pagare al posto dei cittadini»

24 luglio 2014
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MACOMER. Se le preoccupazioni manifestate dai consiglieri di minoranza saranno confermate dall’approvazione del bilancio, il 2014 riserverà ai macomeresi una nuova mazzata che si concretizzerà al momento di pagare la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, il nuovo balzello che ha appesantito l’Imu e che promette si svuotare le tasche dei proprietari di case e aree fabbricabili. In tasca, a dire il vero, dopo le mazzate di giugno e quelle che arriveranno in autunno col saldo delle competenze del 2013, ai contribuenti rimarranno solo gli spiccioli. La Tasi le rivolterà prendendosi anche l’ultimo centesimo. «Un’altra pesante stangata sta per abbattersi sulle famiglie e sugli operatori economici macomeresi con l’introduzione della Tasi, tributo sui servizi indivisibili – scrive in una nota il consigliere del gruppo Forum, Giuseppe Ledda –, infatti la bozza di bilancio di previsione per l’anno 2014, approvato dalla giunta una deliberazione dell’8 luglio, prevede un introito pari a 1.279.830 euro derivante dall’applicazione dell’aliquota massima del 2,5 per mille. Siamo in presenza di un clamoroso voltafaccia dell’amministrazione comunale che, nel corso della riunione della commissione programmazione tenuta il 25 maggio per l’esame del nuovo regolamento che disciplina Imu, tassa servizi e tassa rifiuti, aveva annunciato che la Tasi sarebbe stata applicata nella percentuale minima prevista dalla legge dell’uno per mille, con un introito di circa 500 mila euro». L’assessore alle finanze, Gianfranco Congiu, spiega che parlare dell’argomento prima che se ne occupi l’apposita commissione, che si riunirà oggi, è inopportuno, ma entra comunque nel merito delle questioni legate alla Tasi. «Il 2,5 per mille – dice – non è l’aliquota massima. L’aliquota Tasi è comunque uno degli argomenti di entrata del nostro bilancio. Bisogna dire che l’uno per cento se lo prende lo Stato. I comuni che non l’applicano hanno altre entrate alle quali attingono per coprire il costo. Il comune di Macomer non ha accantonamenti per pagare al posto dei cittadini in quanto negli ultimi vent’anni non ha messo da parte niente. Lo Stato ci lascia liberi di scegliere purché si paghi l’uno per mille e il bilancio sia in equilibrio. Noi possiamo chiudere in pareggio con l’aliquota del 2,5 per mille. A meno che non si trovino altre entrate o che non si riducano le spese tagliando i servizi. L’alternativa è il default, che avrebbe come conseguenza l’applicazione al massimo di tutte le tasse e di tutte le tariffe per i servizi».

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