Via Figari, le case a un soffio dalla voragine
A dieci mesi dal disastro del 18 novembre la situazione nel rione di Sa ’e Sulis è sempre uguale
NUORO. Il tempo, in via Figari, si è fermato al 18 novembre dello scorso anno, rimasto tristemente nella memoria collettiva per i morti e i danni causati dal ciclone Cleopatra.
Lì, nel rione di Sa’e Sulis, a dieci mesi dall’evento, i segni del passaggio del nubifragio ci sono ancora tutti: evidenti. Profondi e preoccupanti. La voragine lungo la strada è rimasta tale e quale all’indomani di quella sera di pioggia interminabile.
Le villette sulla via, si affacciano sempre sullo strapiombo di oltre dieci metri e i residenti continuano a non essere tranquilli.
«Nonostante le rassicurazioni degli amministratori e degli stessi vigili del fuoco che dopo l’alluvione fecero i sopralluoghi – dicono gli abitanti del quartiere – siamo terrorizzati al pensiero che la situazione possa precipitare da un momento all’altro. L’estate è ormai agli sgoccioli e non sappiamo che autunno ci attenda. Ogni volta che piove per noi è come vivere in un incubo. Possibile che a loro sia bastato transennare la voragine per delimitare ed eventualmente scongiurare ogni pericolo? – si chiedono –. Continuiamo ad essere preoccupati e pretendiamo che qualcosa si muova il prima possibile».
La bomba d'acqua che si era abbattuta in città e su tutto il territorio regionale aveva creato smottamenti e frane, isolando interi rioni. Tra questi quello di via Figari dove, la lingua di asfalto che separa le case dal “crollo” resta percorribile a piedi. «Eppure – aggiungono i residenti – ci avevano detto che non c’era alcuna situazione di pericolo visto che la frana non aveva creato smottamenti nel sottosuolo. Gli amministratori comunali, a suo tempo, ci avevano inoltre assicurato che la situazione del nostro rione era stata inserita tra gli interventi urgenti. Eppure, da allora, qui non si è più fatto vedere nessuno. Vorremmo solo sperare – concludono gli abitanti di via Figari – che prima dell'inverno la nostra strada venga sistemata e rimessa in sicurezza. Solo allora potremo riprendere a vivere serenamente». (k.s.)
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