Aggressione al sindaco, solidarietà e tensione
Anche gli organizzatori della manifestazione hanno presentato le scuse a Bianchi Messaggi dall’Anci, dal Cal, dalla Provincia, da Piras di Sel e da Pittalis di Fi
NUORO. A Nuoro, giovedì sera, si è vista la rabbia che verrà. Le urla, gli insulti, gli spintoni che hanno circondato il sindaco Sandro Bianchi, mentre usciva dalla sala consiliare dove era in corso una riunione di maggioranza, hanno fatto pensare a una città che ha superato la soglia di nervi per arrivare alla disperazione. Al dialogo, l’altra sera, si è sostituita la rabbia. L’oggetto del contendere era la Tari, la tassa sui rifiuti, ormai giunta a livelli insostenibili per molti contribuenti. Ed era proprio per protestare contro i provvedimenti della giunta Bianchi, colpevole di aver aumentato di un milione di euro dal 2013 al 2014 la tassa sui rifiuti, che i cittadini giovedì sera si sono riuniti in via Dante. Una protesta pacifica che è finita nel peggiore dei modi: spintoni, insulti al sindaco e un’aggressione fisica alla sua segretaria. «Non era nelle nostre intenzioni, mi scuso pubblicamente con il sindaco per quello che è successo – ha detto Giuseppe Ariu, uno dei promotori dell’iniziativa– C’è stato qualcuno che ha esagerato, è vero, ma il sindaco non avrebbe dovuto rifiutare il dialogo. Doveva uscire dal palazzo e parlare con i suoi cittadini».
Giovedì scorso il braccio di ferro tra i cittadini e l’amministrazione è diventato non solo simbolico ma fisico, con la protesta e l’accerchiamento del sindaco. «Un episodio grave, un nuovo atto intimidatorio contro un amministratore locale – ha scritto in una nota Pier Sandro Scano, presidente dell’Anci Sardegna – Lo Stato, con le manovre degli ultimi anni, ha trasferito una parte rilevante di tassazione in capo ai Comuni scaricando così sui sindaci il fardello dell’oppressione fiscale. Il pericolo è che episodi di contestazione come quello gravissimo di Nuoro possano estendersi e radicalizzarsi. Tutti i sindaci sardi sono vicini a Sandro Bianchi».
Anche la Provincia ha votato un ordine del giorno per esprimere solidarietà a Bianchi. «Condanniamo senza giustificazioni l’inaccettabile forma di violenza al sindaco che rappresenta un attacco a tutte le istituzioni politiche e democratiche nel territorio, quindi a tutta la cittadinanza – si legge nell’ordine del giorno –. Questo gesto colpisce duramente il vivere civile. Gli atti di violenza non sono giustificabili, neanche in un momento di grave crisi economica e sociale come quella che stiamo vivendo».
Solidarietà a Bianchi e a tutta l’amministrazione nuorese è stata espressa anche dal deputato di Sel, Michele Piras. «Gli amministratori sono stati vittima di una inqualificabile aggressione. Oggi tutti i Comuni vivono in una condizione di grande difficoltà finanziaria e spesso sono costretti a fare scelte impopolari che portano a situazioni di esasperazione. Tuttavia non esiste alcuna condizione sociale di crisi che legittimi la violenza cieca e l’assalto a coloro che con coraggio e dedizione tentano di governare situazioni così complesse». E ha aggiunto: «Spero comunque che l’amministrazione di Nuoro trovi il modo di alleviare il carico fiscale per la comunità nuorese».
Anche per il consiglio delle autonomie locali della Sardegna «Si tratta di un fatto gravissimo che merita la più ferma condanna ma anche la necessaria attenzione da parte di tutte le istituzioni. È un segnale inequivocabile delle difficoltà nelle quali sono costretti ad operare i sindaci in un momento, quale quello attuale, nel quale alla crisi economica si unisce l’esasperazione dei cittadini. In ogni caso la violenza non può e non deve mai trovare spazio».
La pensa così anche il consigliere regionale di Forza Italia Pietro Pittalis. «Il disagio sociale non può costituire il pretesto per azioni che non fanno parte della convivenza civile – ha detto –. Ogni atto di violenza va condannato, anche nel difficile contesto economico e sociale che stiamo vivendo». E proprio per ritrovare il filo del dialogo con i cittadini ieri mattina l’assessore alle finanze Tore Daga ha incontrato una delegazione per spiegare il metodo di calcolo della tassazione. Intanto, la protesta non si ferma. Le associazioni dei consumatori, degli artigiani e dei commercianti (Adiconsum, Adoc, Concommercio, Legacoop, Confesercenti, CNA, Confartigianato, Apan) hanno organizzato per martedì prossimo, alle 9,30 davanti al Municipio, un nuovo sit-in contro i provvedimenti dell’amministrazione. «Perché – si legge nell’invito– la crisi ci stordisce e la Tari ci ammazza».
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