Forestali, aumenta la rabbia in assenza delle stabilizzazioni
Gli operai dell’Ente foreste decisi a marciare su Cagliari Timori per la riforma che potrebbe penalizzare la categoria
NUORO. Forestali precari sul piede di guerra. La situazione dei precari è ancora lontana da una soluzione e, dopo aver atteso inutilmente segnali sull’annunciata e mai applicata stabilizzazione, hanno deciso di tornare in piazza. Con una manifestazione davanti al palazzo della Regione a Cagliari.
La protesta dei precari dell’Ente foreste parte da Nuoro, ma si estenderà a tutta l’isola visto che la situazione è ancora molto fumosa e all’orizzonte non si vedono segnali concreti per una soluzione.
«L'autunno si annuncia molto caldo per i lavoratori precari dell'Ente foreste – hanno spiegato il segretario confederale della Cisl, Michele Fele e il coordinatore provinciale della Fai Cisl, Mario Gabbas –. Le organizzazioni sindacali stanno ricevendo pressioni incredibili dagli operai semestrali che tra poco resteranno senza lavoro. Chiedono informazioni su quella promessa di stabilizzazione da parte del governo regionale che era stata fatta dopo l’approvazione dell'ultima legge finanziaria approvata alla fine della scorsa legislatura. Ma l’attuale giunta regionale – hanno continuato i due sindacalisti – su questo fronte non ha ancora dato segni di vita. E nel frattempo, il 7 agosto 2014, ha approvato nella delibera n. 32/12 il disegno di legge concernente le “Disposizioni transitorie in materia di riordino dell'Ente Foreste della Sardegna e approvazione delle linee di indirizzo per la predisposizione di un disegno di legge organico dell'ente e riordino complessivo della materia forestale”. Un linguaggio criptico, quel politichese che ha stancato e che è quasi sempre vuoto di contenuti – hanno aggiunto Michele Fele e Mario Gabbas –. Ormai dalla politica siamo abituati solo a sentire la parola “riforma”, che però una volta messa in pratica peggiora sicuramente le condizioni economiche dei lavoratori, in questo caso a essere colpiti sono i forestali, perché le riforme dei nostri tempi sono sempre tendenti al risparmio.
«Il problema è che il risparmio, come al solito lo si chiede, ai più deboli, a chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena, a chi, come gli operai forestali, guadagna se va bene 1000 euro al mese – hanno insistito i sindacalisti, sottolineando il malumore crescente della categoria –. E se la riforma sarà al ribasso, la risposta sarà durissima. E una marcia su Cagliari anche dai comuni più sperduti delle zone interne è assicurata. Perché ormai il tempo dell'attesa da parte dei lavoratori è scaduto».
Gli operai forestali sono stremati da promesse vane e dalla lentezza del governo regionale nell’affrontare i problemi della categoria. La stabilizzazione, la nuova contrattazione e l’applicazione del contratto stanno quasi diventando un miraggio. «Quanto tempo ci vuole per l'applicazione della Finanziaria relativamente alla stabilizzazione dei primi 500 precari dell’Ente foreste? – hanno insistito i sindacalisti della Cisl nella nota –. Era stata approvata all'unanimità da tutti gli schieramenti, ma ormai è chiaro che era solo una promessa elettorale. L'unica notizia portata a conoscenza delle organizzazioni di categoria riguarda solo questa fantomatica riforma alla quale, se dovesse essere solo un modo per risparmiare accantonando così la questione delle stabilizzazioni, rispondiamo seccamente no. E questa ambiguità – hanno concluso Michele Fele e Mario Gabbas – non fa altro che far aumentare la rabbia e accrescere le motivazioni per scendere in piazza e protestare. In assenza di risposte in brevissimo tempo, nei cantieri sarà proclamato lo stato di agitazione in vista di uno sciopero con manifestazione a Cagliari». (plp)
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